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Attualità | 16 gennaio 2026, 10:50

Il Coulege dei Barba svetta tra le opere più rappresentative delle Valli valdesi

Domenica sono stati premiati i vincitori del concorso lanciato da Ines Pontet del negozio torrese ‘Il cuore della beidana’

Foto di gruppo alla premiazione

Foto di gruppo alla premiazione

È una foto di Enrico Apignani meditabondo sulla Bibbia, scattata all’interno del Coulege dei Barba di Pradeltorno (Angrogna), ad aver vinto il primo premio del concorso ‘Crea un’opera sulle Valli valdesi’, lanciato da Ines Pontet de ‘Il cuore della beidana’, negozio torrese di artigianato e prodotti locali. Si tratta di uno scatto di Aurelio Sartor che aveva già lavorato con Apignani come modello per la mostra sull’antica Crumière.

Per un voto si è piazzata al secondo posto la miniatura della casa di ospitalità rurale di Barma d’Aut (Villar Pellice) realizzata in pietra locale da Claudio Ayassot. Anche un altro voto soltanto la separa dalla terza classificata: la cassapanca con intagli tradizionali costruita da Franco Chanforan.

“La foto di Aurelio rispecchia l’immaginario collettivo delle Valli valdesi. Esposta nel mio negozio, ha suscitato reazioni stupite tra gli stessi clienti, c’è chi ha commentato: ‘Questa è proprio la Val Pellice: riunisce in un solo scatto tanti elementi della nostra memoria’” racconta Pontet.

I tre vincitori

Al primo classificato, domenica 11 gennaio, durante una cerimonia all’ecomuseo Crumière di Villar Pellice, è stato consegnato un quadro dell’illustratore e pittore residente in Val Pellice Marco Bailone, dal valore di 400 euro. Il secondo premio invece è un’opera di un’altra illustratrice locale, Alessandra Cerotto Parigi, dal valore di 200 euro. Al terzo classificato è stato consegnato un cesto di prodotti tipici dal valore di 100 euro: “Contiene prodotti che gentilmente hanno offerto i miei fornitori” aggiunge Pontet.

Sostenuta dai suoi fornitori e dall’associazione Amici dell’Ecomuseo Crumière, Pontet lancia però un appello: “Il concorso può avere un futuro solo se curato da più soggetti. Affidata all’impegno di una sola persona, infatti, rimane un’iniziativa fragile. Auspico, quindi, che associazioni o enti del territorio vogliano ‘adottare’ questa mia idea e riproporla anche nei prossimi anni”.

Elisa Rollino

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