È andata come lui desiderava: don Marino Gabrielli, ex parroco di Vigone, è deceduto in Guatemala, nella casa di riposo ‘San Vincenzo de Paoli’ di Città del Guatemala, che lui stesso aveva fondato. Scomparso lunedì 12 gennaio, aveva 83 anni.
La sua prima missione fu proprio nella diocesi di Città del Guatemala nel 1987, dove rimase per tredici anni. Tornò poi in Italia e, agli inizi del Duemila, gli venne affidata la parrocchia di Vigone: “Qui si diede da fare per ricostruire l’oratorio accanto alla chiesa di Santa Caterina che oggi è molto frequentato. Inoltre, terminò il restauro della chiesa del Borgo” racconta il suo successore, don Roberto Debernardi.
L’oratorio è stata proprio la sua ‘seconda casa’: “La ristrutturazione era già in programma, ma il suo arrivo diede un forte impulso a quel progetto. Trasformammo l’ala diroccata in una sala giochi e dall’orto ricavammo un campo da calcetto” ricorda Gabriele Bonifetto, membro del consiglio affari economici della parrocchia. La determinazione di don Gabrielli influì positivamente sui tempi di realizzazione degli interventi: “Era un uomo risoluto e a volte anche impulsivo, tanto da doverlo frenare. Mi ricordo che quando venne il momento di abbattere un muro propose di comprare martelli e scalpelli e di buttarlo giù con l’aiuto dei ragazzi dell’oratorio – sorride Bonifetto –. Credo avesse interiorizzato nei suoi anni in America Latina l’informalità e l’entusiasmo che porta in secondo piano le regole”.
La sua passione per il continente sudamericano contagiò i suoi parrocchiani. Gli ‘Amici del Guatemala’ è l’associazione che si occupa di adozioni a distanza e che coinvolge vigonesi e abitanti di Settimo Torinese, dove era stato vicario parrocchiale.
Ma il suo obiettivo era proprio ripartire e l’occasione si presentò nel 2007 quando gli venne affidato un progetto nella diocesi di Belém in Brasile: “A Vigone si è fatto volere bene: era il classico prete della gente, parlava con tutti. Ma voleva tornare in missione” aggiunge Bonifetto.
Nel 2012 rientrò per pochi mesi in Italia, per poi ripartire per il Guatemala, prima nella diocesi di Jutiapa e poi di nuovo nella capitale, dove scelse di risiedere nella casa di ospitalità per anziani soli e abbandonati ‘San Vincenzo de Paoli’ da lui stesso fondata negli anni precedenti.
Che preferisse trascorrere lì anche i suoi ultimi giorni non era un mistero, come rivela don Debernardi: “D’altronde a chi gli chiedeva ‘Quando pensi di tornare in Italia?’ lui rispondeva sempre nello stesso modo: ‘Io voglio morire in Guatemala’”.
La veglia funebre di don Gabrielli si svolge secondo l’usanza guatemalteca, martedì 13 e mercoledì 14 gennaio nella casa di riposo, mentre il funerale verrà celebrato giovedì 15 gennaio alle 11 (ora locale) nella chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio di Loyola di Città del Guatemala.














