La sua storia risale al Milleseicento ed è il simbolo storico della ristorazione di Cavour: la Locanda La Posta è uno dei luoghi iconici del paese, gestito da una decina di generazioni dalla famiglia Genovesio. Il suo futuro verrà scritto da un curatore, dopo l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale (un tempo chiamata ‘fallimento’), che prevede una continuità aziendale per mantenere l’attività aperta.
Come riporta la storia presente sul sito Internet del ristorante di via dei Fossi, anticamente era detta Posta Reale, e ha avuto ospiti come Camillo Benso di Cavour, mentre Giovanni Giolitti in una stanza al primo piano aveva la propria linea del telegrafo. Famosa per il pantagruelico Pranzo dei Grassoni, nato negli anni Cinquanta, il suo destino è appaiato a quello dell’Hotel Barrage di Pinerolo, che fa capo alla stessa società, ‘Locanda La Posta srl’, che ha un capitale sociale di 114.000 euro diviso in parti uguali tra Giuliana Mignola e i figli Antonella e Giovanni Genovesio.
La notizia ha iniziato a circolare in paese, ma si sta diffondendo anche fuori per l’importanza della famiglia e per l’incarico di rilievo di Giovanni, presidente di Cna Piemonte, e della moglie, Alessandra Binzoni, consigliera regionale di Fdi.
All’origine della liquidazione, dichiarata il 29 ottobre, ci sarebbe un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. A dover ricostruire la situazione debitoria e trovare una strada per il futuro dell’azienda è il commercialista torinese Alberto Abbate.
Nel frattempo l’attività rimarrà in capo alla famiglia Genovesio per garantire una continuità aziendale e flussi di cassa che permettano di invertire la rotta. La società infatti ha 66 addetti e il fatturato del 2025 è stato di 2.419.358 euro con un passivo di 571.205 euro. Un’azienda importante, dal punto di vista occupazionale, oltre la fama che ha conquistato il marchio nei secoli. Misurate e prudenti le parole di Giovanni Genovesio: “È in corso un esercizio provvisorio con continuità aziendale e stiamo lavorando per valorizzare la storicità del marchio”. Insomma le attività continuano ad andare avanti regolarmente e il futuro è tutto da scrivere, ma ci vorranno mesi per conoscerlo.














