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Ultim'ora | 03 ottobre 2026, 14:34

Da Myrta Merlino a Natalia e Corrado Augias, le novità in libreria

Da Myrta Merlino a Natalia e Corrado Augias, le novità in libreria

(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

E' in libreria con La Nave di Teseo 'La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale' della giornalista Myrta Merlino. "Mentre mia madre gioca a fare la ragazzina per bene- racconta l'autrice - tra governanti inglesi e romanzi di formazione, improvvisa arriva l’età adulta, l’amore (per mio padre), e soprattutto il Sessantotto. Arriva il tempo della famiglia, della maternità, delle vacanze a Positano, dell’università. E poi la passione per la Cina, un mondo chiuso e inaccessibile che mamma studia, conosce e svela prima degli altri, ma anche il grande altrove che aleggia su di noi e in cui lei sparisce a più riprese. Mentre gli altri bambini trovano le mamme premurose ad aspettarli all’uscita di scuola, noi ci abituiamo all’assenza, alle telefonate intercontinentali attese con il cuore in gola. A una madre diversa da tutte le altre, che ci sembra eroica e terribile insieme. Negli anni del femminismo mi trascina con la faccia dipinta e i fiori nei capelli a manifestazioni coloratissime, mentre la gloriosa coppia aperta con papà va in frantumi. E poi - prosegue la Merlino - gli anni ottanta a New York, lo Studio 54 e la vita da studentessa spensierata di mia madre con tre figli e un marito. Lei vuole tutto, insegue ogni emozione e vive senza freni, fino alla fine. Io sono Myrta Merlino e questa è la storia di mia madre, Annamaria Palermo. Una donna del secolo scorso e senza tempo, un’eterna ragazza, un’intellettuale e una sovversiva. Una donna libera e inafferrabile. La mia mamma geniale". 

E' in libreria con Einaudi 'L’uomo che inventò la politica. Inchiesta su Machiavelli', il saggio firmato da Natalia e Corrado Augias. Liberandolo da secoli di retorica scolastica, falsificazioni e slogan abusati, e confutando giudizi ingiusti duri a morire, Corrado e Natalia Augias cercano di restituire l’essenza piú autentica e attuale della vita e del pensiero di Machiavelli. Antipapale, bandito e messo all’Indice dalla Chiesa, antimperiale e antifeudale, sorprendentemente moderno: questo era Machiavelli, ben lontano dalle caricature che ne hanno deformato l’immagine. Uno scrittore non solo profondo ma anche ironico e «simpatico», come lo definí Francesco De Sanctis. Rileggere oggi Machiavelli significa mettere i vizi del potere, le regole della convivenza civile e il disordine del Cinquecento davanti allo specchio del nostro confuso e tumultuoso presente.  

Dalla ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale alle recenti crisi in Ucraina e Medioriente, Corrado e Natalia Augias interrogano il nostro tempo: la crisi del diritto internazionale, la fragilità dell’Unione Europea, il ritorno delle logiche di forza. Leggendo questa conversazione intensa e appassionata, sembra quasi che, dalla penombra della storia, lo spirito di Machiavelli – morto povero ed emarginato, testimone amareggiato della 'tragedia italiana' – si volti verso di noi, forse con uno sberleffo, forse con un ghigno, e resti per un momento a osservarci, di tre quarti come nel suo celebre ritratto, nel tentativo di comprendere il nostro mondo inquieto. 

E' in libreria con Mondadori 'L’inganno francese' di John Grisham. Dopo un matrimonio da favola, Paul e Chelsea Tanner partono per la loro tanto attesa e romantica luna di miele a Parigi. Chelsea non perde occasione di documentare ogni singolo momento nella capitale francese pubblicando innumerevoli post sui social, finché improvvisamente il flusso di foto e aggiornamenti a familiari e amici si interrompe. Silenzio totale. Qualcosa di grave e inaspettato è successo e il loro viaggio da sogno di colpo si trasforma in un incubo. I due sposi vengono rapiti durante una gita in Normandia e si perdono le loro tracce. Chi mai può essere stato e perché ha scelto proprio loro? Quello che sembra un tipico sequestro con richiesta di riscatto si delinea come qualcosa di molto più minaccioso e ben organizzato.  

In breve tempo il campo delle indagini si allarga coinvolgendo, oltre all’intelligence francese, l’FBI e la CIA. Nel tentativo di trovare delle risposte e risolvere il caso viene ingaggiato Stuart Nash, un giovane avvocato coinvolto in una complicata operazione sotto copertura. Per la prima volta John Grisham si cimenta in un romanzo di spionaggio che va ben oltre i confini del genere, regalando ai suoi milioni di lettori in tutto il mondo una storia travolgente e piena di suspense. 

Con Piemme arriva 'Ignoto 1. Il caso di Massimo Bossetti e Yara Gambirasio' scritto dal giornalista e blogger Gianluca Neri. Pensi di sapere tutto sul caso di Yara Gambirasio e sul processo a Massimo Bossetti? Ti sbagli di grosso. Esiste una zona d'ombra, un archivio di migliaia di pagine di atti ufficiali, intercettazioni e verbali che nessuna telecamera o articolo di giornale ha mai mostrato. È vero, c'è un colpevole, ci sono le sentenze, ma Gianluca Neri, autore di grandi successi tv come SanPa e Il caso Yara è andato oltre, ha scavato nel profondo, portando alla luce elementi inediti e clamorose omissioni che non hanno trovato spazio nella serie, nei film o nei documentari d'inchiesta. Questo libro non è una semplice ricostruzione, ma un'analisi dirompente che scardina le certezze acquisite. Neri ci guida attraverso prove mai divulgate, anomalie procedurali e testimonianze rimaste nel silenzio per oltre un decennio. Tutto quello che per limiti di tempo, formato o narrazione televisiva, non è mai stato detto prima. È l'inchiesta definitiva che rivela al lettore la verità cruda di un'indagine molto più complessa - e controversa - di quanto ci sia mai stato raccontato. Con uno stile chiaro e accessibile, 'Ignoto 1' è un'opera mondo, un'epica dei nostri giorni, una fotografia che tiene insieme un caso di cronaca efferato e spaventoso e l'Italia tutta, con i suoi cliché, i suoi riflessi condizionati, le sue fragilità eterne. 

Arriva in libreria con Rizzoli 'Il cuore è un'arma' di Jeffery Deaver. Un edificio abbandonato di Spanish Harlem, uno dei tanti relitti dimenticati ai margini di New York, viene divorato dalle fiamme in una torrida giornata d’estate. Quando il fumo si dirada, qualcosa tra le macerie esclude subito l’ipotesi dell’incidente. È una cassetta ignifuga con il numero 1 tracciato in rosso sangue sul coperchio. Dentro, una copia di Cuore di tenebra, un’antica frusta, degli elastici: cose senza un legame apparente, ma scelti con una precisione impossibile da ignorare. 

Il caso arriva a Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, e a loro non serve altro per ipotizzare che quello è soltanto il primo rogo. Ma per decifrare gli indizi e individuare il prossimo bersaglio, le prove forensi non bastano. Bisognerà cercare il nesso tra quegli oggetti e le pagine più oscure della Storia, con l’aiuto di uno dei podcaster più seguiti del Paese. Nel corso dell’indagine, Rhyme e Sachs incrociano Desdemona Vale, detective di Long Island che ha l’aria pacata di una nonna di provincia, ma la determinazione di chi non si accontenta di risposte comode e un revolver illegale nella borsetta. È decisa a trovare l’assassino di una giovane del suo quartiere, seguendo una pista difficile, fatta di dettagli fuori posto e domande a cui nessuno vuole rispondere. Il fuoco, intanto, continua a colpire, lasciandosi dietro prove che sembrano pilotare l’indagine e vittime collaterali di un disegno sempre più crudele. Deaver orchestra una corsa contro il tempo in cui ogni indizio può essere una rivelazione o una trappola, e i sentimenti più profondi si rivelano il punto in cui ogni essere umano è più vulnerabile.  

Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. È autore di numerosi romanzi, pubblicati in più di 150 paesi, che lo hanno consacrato maestro del thriller. Il successo mondiale è arrivato con Il collezionista di ossa (2002), il primo libro della serie con protagonista Lincoln Rhyme, da cui è stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington e Angelina Jolie. Tutti i suoi libri sono editi in Italia da Rizzoli. Tra i più recenti, Il taglio di Dio (2018), Il gioco del mai (2019), Gli Eletti (2020) e Verità imperfette (2020). 

E' sugli scaffali con Feltrinelli 'Liberi tutti' di Chiara Gamberale. In una prima elementare come tante, di una scuola di Roma come tante, è successo 'qualcosa di enorme' che coinvolge cinque famiglie: a raccontarlo è Titti, la maestra della classe che conosce bene i suoi alunni e anche i loro genitori, che con lei si confrontano e si confidano. Al centro dello scandalo, dunque, ecco Toni e Rachele, genitori di Miryam, spaventata da tutto: lui è un ex musicista che si è licenziato e messo a disposizione dei figli per consentire a lei di dedicarsi alla sua sfavillante carriera.  

Ecco Ludo e Nick, i Tuttobeeene, che dell’apparenza hanno fatto la loro sostanza, genitori di Dodò e Benny, Il Cattivo e La Buona. Adele, mamma single dell’inafferrabile Frida, inquieta conduttrice di un programma sulla crisi del maschio eterosessuale. Dando e Viviana che vantano un’unione solida e romantica da cui è nato il bugiardissimo Achille. Irene e Salvatore che, mentre crescono Teo, il primo della classe, lottano dentro di loro con il più innominabile dei dolori. Ma che cosa è successo, di preciso? Chi è il responsabile? Chi la vittima? Un genitore? Più genitori? Un bambino, tutti i bambini? In un crescendo indiavolato di tensione, le risposte arriveranno solo con le pagine finali che disarmano da ogni certezza, sui protagonisti e su di noi. 

Chiara Gamberale continua a raccontare i nostri punti di luce, di buio e le nostre relazioni, regalandoci un romanzo vivo e originalissimo, perché ha la tensione di un thriller, mentre mette al centro, con dolce prepotenza, l’infanzia. Quella di chi sarebbe ancora in tempo per non “trasformarsi in una persona a forma di una ferita” e quella di chi, da adulto, che ne sia consapevole o meno, continua a farci i conti. L’infanzia dei bambini-piccoli e dei bambini-grandi, come non a caso la maestra Titti chiama gli adulti. 

Mondadori manda sugli scaffali 'La tana delle lupe' di Stefania Aphel Barzini. Roma, una casa, quattro donne ad abitarla nell’arco di quasi due millenni. La prima è Drusilla, che nel II secolo dopo Cristo nasce in una famiglia patrizia, e fin da bambina sente stringerle addosso i limiti che la società le impone: ornamenti e vestiti non le interessano affatto, desidera giocare e correre insieme agli amici maschi. Quando si troverà a dover badare a sé stessa, deciderà di intraprendere un durissimo allenamento per fortificare il suo corpo e temprare lo spirito: sarà una gladiatrice! Se Drusilla si affida al corpo per ottenere riscatto, Ciancia, che vive nella Roma del XIV secolo, è invece attratta dal cielo e dai suoi misteri, dalla musica delle stelle e dai moti dei pianeti. Ad animarla è un desiderio di conoscenza che, in tempi bui e oppressivi, la porterà alla condanna per stregoneria. Cinquecento anni dopo incontriamo Anna, figlia del boia del papa. Dal padre tracotante e violento non ha preso nulla: Anna ama scolpire e si cimenta con qualunque oggetto, persino i gusci di noce.  

Quando in città iniziano a soffiare venti di libertà, la ragazza prende le armi contro il papa, per affermare sé stessa e difendere la Repubblica. E infine c’è Miriam, di famiglia ebrea. Ha tredici anni quando entrano in vigore le leggi razziali. La guerra le porta via tutti quelli che ama, ma dentro di lei c’è una fiamma di rabbia e nostalgia che negli anni non smette di ardere. Finché nel 1960, nella Roma delle Olimpiadi e della Dolce vita, Miriam rinuncerà a un matrimonio e alla sicurezza borghese in cui si è rifugiata per riconquistare la propria identità. Ad accomunare queste donne straordinarie, che Stefania Aphel Barzini mette in scena in un perfetto equilibrio tra ricostruzione storica e caratterizzazione psicologica, sono l’anticonformismo, la determinazione a scegliere per sé stesse, il coraggio di vedere oltre i limiti imposti dalla società. È la fiducia che ciascuna di loro ripone nell’alleanza femminile, la capacità di creare comunità in cui trovare sostegno. E infine una casa, rifugio sicuro, scrigno identitario, nido da cui spiccare il volo. 

Con Ponte alle Grazie è in libreria 'Il ragazzo di Assisi'di Angela Bubba. Ottocento anni dopo la sua morte, Francesco d’Assisi torna al centro della scena. Ma il Francesco che presentato nelle pagine di questo libro non è l’icona addomesticata della devozione. È un giovane non allineato, un rivoluzionario persino, che diserta le aspettative del padre, del ceto cui appartiene, della società, una figura di profonda rilevanza politica e culturale oltre che religiosa. Nella sua breve e intensa parabola di vita, Francesco individua e tenta di sciogliere nodi che sono ancora i nostri: il rapporto ferito con la natura, il mito della crescita infinita e la povertà come scelta radicale, il fallimento giovanile, la crisi della figura paterna, il ruolo del femminile e il rapporto tra i generi, lo scontro tra generazioni, la creatività come senso e metafora dello stare al mondo.  

A tenere assieme la storia della gioventù di Francesco e dell’amicizia con Chiara, ci sono le riflessioni sull’attualità del 'ragazzo di Assisi' e l’intervento di coprotagonisti inattesi, come Patti Smith, Giorgio De Chirico, Muhammad Yunus, è una voce narrante d’eccezione, che Angela Bubba gestisce con naturale virtuosismo: l’angelo custode di Francesco, che può raccontarcene i segreti ma anche, per primo, come noi leggendo ottocento anni dopo, rimanere di continuo sorpreso dalla sua intelligenza, dalla sua dolcezza, dal suo coraggio, dalla sua lungimiranza. Angela Bubba è nata nel 1989 a Catanzaro. Col suo primo romanzo, 'La casa' (Elliot, 2009), è entrata nella rosa di dodici del Premio Strega. La sua prima opera saggistica, 'Elsa Morante madre e fanciullo' (Carabba, 2016), ha vinto il Premio Morante per la critica. Per Bompiani ha pubblicato 'MaliNati' (2012), 'Via degli Angeli' (con Giorgio Ghiotti, 2016) e 'Preghiera d’acciaio' (2017). Suoi scritti sono apparsi su 'Nazione Indiana' e 'Nuovi Argomenti'. Vive a Roma, dove si occupa anche di ricerca nel campo dell’italianistica. 

Massimo Montanari ricostruisce nel saggio 'L'idea vegetariana. Una storia in dieci quadri' pubblicato da Laterza in dieci quadri la storia del pensiero vegetariano dall’antichità a oggi, tra motivazioni etiche e religiose, ascetismo, salutismo, rispetto per gli animali e per l’ambiente, progetti di riforma sociale e politica. Un racconto storico che mostra come pratiche e idee, materiale e immaginario abbiano sempre viaggiato insieme nella storia dell’alimentazione. 

Perché in epoche e culture diverse c’è chi sceglie di non mangiare carne? Massimo Montanari, uno dei più autorevoli storici dell’alimentazione a livello internazionale, non risponde con un’opinione ma con una ricostruzione storica. Sul lungo periodo c’è una domanda ricorrente: il cibo è prima di tutto una questione di convenienza – legata a ragioni ambientali, economiche, nutrizionali – o ha a che fare con valutazioni etiche e culturali, da cui derivano le abitudini alimentari? Montanari mostra come, nella realtà storica, le due prospettive siano inscindibili.Il libro si snoda in dieci quadri, ciascuno dedicato a uno degli argomenti che nel tempo hanno sostenuto la scelta vegetariana: motivazioni ‘estroverse’, attente al rispetto della vita animale, alla giustizia sociale, al tema ambientale, e motivazioni ‘introverse’, che ricercano la purezza spirituale, la salute fisica o altro ancora, non ultimo il piacere gastronomico. In questo viaggio che attraversa epoche, culture e sistemi di pensiero diversi, Massimo Montanari restituisce al lettore un’idea fondamentale: la scelta vegetariana è sempre stata, prima ancora che una pratica, una forma di consapevolezza culturale. 

 

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