‘Piazza Pinerolese’ racconta le storie dei cani da salvataggio premiati alla Giornata Cinofila di Pinerolo.
Per anni ha ritrovato donne, uomini e animali dispersi nei boschi del torinese e del cuneese, fiutando l’aria per ore e inerpicandosi instancabile per i pendii. E tutto in cambio di una pallina con cui giocare.
Si tratta di Giselle del sansecondese Dino Tron, a cui è stato consegnato un encomio alla memoria.
La pioniera del gruppo di Anpana
Giselle, pastore tedesco nero, ha tenuto a battesimo il gruppo locale della sezione locale di Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente): “L’ho presa nel 2012 e il gruppo di Anpana di cui siamo entrati a far parte è nato a dicembre 2016. È stata coinvolta quindi da subito negli interventi di ricerca di persone scomparse” racconta Tron che è attivo nella Protezione civile di Torino e nell’Aib di San Secondo di Pinerolo.
Ad appena un mese dalla costituzione del gruppo è stata proprio Giselle a portare a casa il primo risultato. A gennaio 2017, a San Secondo di Pinerolo, ritrovava ancora in vita una donna di 84 anni che si era allontanata dalla casa di riposo. E questa è solo la prima di una serie di imprese in cui si è lanciata con determinazione e con l’idea di essere premiata: “Per noi volontari, ciò che ci spinge a dedicarci a questa attività è l’emozione che si prova al ritrovamento di una persona in vita. Per i cani invece è il premio che può consistere in cibo o in qualcosa con cui giocare. Giselle andava entusiasta per le palline”.
Tante palline per i successi di Giselle
Di premi Giselle ne ha ricevuti tanti fino alla paralisi degli arti posteriori che l’ha costretta a rimanere a casa. Per un anno e mezzo Tron l’ha presa in braccio almeno tre volte al giorno per portarla in giardino per fare i suoi bisogni. E poco prima di compiere i tredici anni, nel 2025, è morta. “Giselle era socievole con le persone e con gli altri cani. Non aveva vizi e siamo vissuti in simbiosi” aggiunge Tron.
A ottobre 2018 a Coazze aveva partecipato al ritrovamento ancora in vita di un’insegnate che si era persa nei boschi. Nel 2020, grazie a lei, i proprietari di Naru avevano potuto riabbracciare il loro cane, che vagava da giorni in Val Chisone. Lo stesso anno, dopo ore e ore di ricerche, aveva trovato Sandra, di cui si erano perse le tracce a San Giacomo di Roburent.
Nel 2021 a Villar Pellice aveva contribuito al salvataggio di un uomo, disperso da giorni.
L’ultima corsa finita nel silenzio
L’ultima impresa di cui era stata protagonista, purtroppo, si è conclusa con il ritrovamento di un uomo ormai senza vita in fondo a un pendio scosceso. È successo nel 2022, in Val Sangone.
Che le ricerche si siano chiuse con il ritrovamento di una persona ancora in vita, o con il recupero di una salma, Giselle ha sempre ricevuto in premio la sua pallina per aver portato a termine il suo compito. Ma il finale non era indifferente. Il suo atteggiamento, nei due casi, cambiava: “Quando i cani trovano la persona viva iniziano ad abbaiare e non smettono finché non arriva il loro conduttore. Allora ricevono una carezza e un premio”. Quando invece la persona è senza vita il comportamento è diverso: “Si avvicinano e annusano la faccia, le mani, i piedi. E poi si siedono e rimangono di guardia finché arriviamo noi, ma senza farsi scappare un abbaio” spiega Tron. In entrambi i casi Giselle sapeva di aver portato a termine il suo lavoro e si lasciava sfilare la pettorina con i campanelli, grazie ai quali il suo conduttore riusciva ad individuarla durante le sue corse nei boschi.














