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Economia e lavoro | 09 luglio 2026, 14:34

Teksid, dopo le polemiche (e le assunzioni) la protesta non si ferma: assemblea e sciopero di 2 ore

Mannori (Fiom): "I lavoratori ci hanno raccontato il loro malessere e le loro paure, sono arrivati al limite della sopportazione"

Due ore di sciopero alla Teksid di Carmagnola

Due ore di sciopero alla Teksid di Carmagnola

E il terzo giorno arrivò lo sciopero: due ore, alla fine del turno, a rappresentare una situazione ancora tesa all'interno dello stabilimento Teksid di Carmagnola. Se la settimana era iniziata con le polemiche e le prese di posizione da parte dei sindacati metalmeccanici, la serata di ieri aveva portato all'annuncio di nuove stabilizzazioni entro la fine di luglio, per un totale di 110 persone. Ma questo non è bastato a placare del tutto gli animi. E così, nella giornata di oggi, si sono tenute le assemblee sindacali che hanno portato anche alla protesta dell'astensione dal lavoro.

Assemblee con i lavoratori

"Abbiamo fatto le assemblee per parlare delle questioni relative ai problemi di organizzazione del lavoro, di sicurezza e di qualità dovute ad anni di mancati investimenti da parte di Stellantis sui macchinari, le attrezzature e gli impianti di questo stabilimento", spiega Gianni Mannori, responsabile per la Fiom Cgil Torino. "Abbiamo raccolto la pressione delle lavoratrici e dei lavoratori che in assemblea ci hanno rappresentato il loro malessere e le loro paure per il futuro dovute alla situazione che in Teksid si è venuta a creare negli anni e che è arrivata al limite di sopportazione"

Sciopero di due ore

L'esito finale, appunto, è stato lo sciopero. "Alla fine insieme ai lavoratori abbiamo deciso di dichiarare uno sciopero di due ore alla fine del turno dopo l'assemblea per mostrare all'azienda tutto il nostro disappunto per questa situazione denunciata ormai da troppo tempo - conclude Mannori -. Stellantis deve capire che le parole sono finite, ci vanno i fatti rappresentati dagli investimenti per garantire le produzioni, qui come in tutti gli stabilimenti del nostro territorio, non possono sempre essere i lavoratori a pagare per le mancanze dell'azienda".

Massimiliano Sciullo

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