«Mi presento, mi chiamo Fulvia e sono stata una paziente di Ematologia dal maggio 2017. Ho scoperto di avere una leucemia mieloide acuta in un momento molto fragile della mia vita. La mia esperienza si è svolta in isolamento, in camera singola, ma posso assicurarvi che non sono mai stata sola. Mi hanno spiegato il percorso dicendomi che cosa avevo e che loro avevano i mezzi per curarmi. Mi sono affidata a loro sin da subito. Ascolto, rispetto, gesti di gentilezza da parte di tutto il personale: medici, infermieri, oss e personale di supporto, tutti sempre presenti. Grazie per avermi curato con competenza e dedizione. Grazie per la pazienza nei giorni no, per i sorrisi all’alba: hanno fatto la differenza».
È anche a partire da esperienze come questa che il San Luigi ha progettato il nuovo Centro Trapianti, oggi pienamente operativo, con spazi e dotazioni pensati per migliorare sicurezza clinica e qualità della degenza dei pazienti più fragili.
Il potenziamento è concreto: i posti letto dedicati al Centro Trapianti passano da 4 a 6, tutti in camere singole, in linea con i requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 5 maggio 2021 per garantire sicurezza e controllo del rischio infettivo. Le stanze sono dotate di zona filtro, servizi igienici accessibili, sistemi di monitoraggio, controllo del microclima, tapparelle motorizzate, televisore e cyclette, per coniugare assistenza ad alta intensità, comfort e supporto alla riabilitazione.
Il Centro è dedicato a pazienti inseriti in percorsi terapeutici ad alta specializzazione, come il trapianto di cellule staminali emopoietiche e le terapie cellulari avanzate, oggi utilizzate per il trattamento di tumori del sangue e di altre patologie complesse.
Quando il trapianto è parte della cura
Per pazienti con leucemie, linfomi o mieloma multiplo, il trapianto può rappresentare una fase decisiva del percorso terapeutico: in alcuni casi consolida i risultati ottenuti con la chemioterapia, in altri costituisce una possibilità concreta di controllo o remissione della malattia. Attualmente il San Luigi è autorizzato al trapianto autologo, ma il nuovo Centro rappresenta un passaggio fondamentale per la ripresa progressiva dell’attività allogenica e per lo sviluppo di terapie cellulari innovative. Nel trapianto autologo, le cellule staminali vengono raccolte dal paziente stesso e reinfuse dopo trattamenti intensivi, con l’obiettivo di ricostruire il sistema ematopoietico. Nel trapianto allogenico, invece, le cellule provengono da un donatore: oltre a sostituire quelle malate, introducono un nuovo sistema immunitario in grado di contrastare la malattia residua. Si tratta di una procedura più complessa, che richiede standard organizzativi e strutturali particolarmente elevati, compatibili con il nuovo Centro.
Un’area completamente rinnovata
Il Centro Trapianti si colloca nella seconda parte del corridoio del quarto piano. Nella prima parte sono stati rinnovati anche i locali della Medicina interna a indirizzo ematologico, con 10 posti letto (4 camere doppie e 2 singole), tra cui una stanza a pressione positiva dedicata a pazienti immunocompromessi e utilizzabile anche per ricoveri in condizioni di particolare fragilità clinica.
«Ringrazio la Direzione generale del San Luigi - commenta Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte - per il potenziamento del Centro Trapianti: il Piemonte è da tempo ai vertici delle graduatorie nazionali per numero di trapianti e con questo ulteriore tassello consolidiamo il nostro primato».
L’intervento, dal valore complessivo di circa 3 milioni di euro, rafforza il ruolo dell’AOU San Luigi all’interno del Centro Trapianti Metropolitano di Torino, diretto da Franca Fagioli, Direttore Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti Ospedale Regina Margherita, modello di rete che integra competenze cliniche, strutturali e di laboratorio per garantire qualità, sicurezza e continuità assistenziale lungo tutto il percorso del paziente.
«Si tratta di un importante intervento che rappresenta un investimento strategico per il nostro ospedale e per la rete regionale» dichiara Davide Minniti, direttore generale AOU San Luigi Gonzaga. «Rafforziamo la capacità di presa in carico di pazienti complessi, garantendo standard elevati di sicurezza e qualità».
«I nuovi spazi sono stati progettati in coerenza con i più recenti requisiti normativi e clinici - sottolinea Salvatore Di Gioia, direttore sanitario del San Luigi - con particolare attenzione al controllo del rischio infettivo e all’umanizzazione dell’assistenza».
«Il trapianto di cellule staminali è una procedura ad alta complessità che richiede ambienti dedicati e competenze multidisciplinari» spiega Marco De Gobbi, direttore della Medicina interna universitaria a indirizzo ematologico e Responsabile del Centro Trapianti del San Luigi. «Questo Centro ci consente di migliorare ulteriormente la qualità delle cure e sviluppare nuove prospettive terapeutiche».
«L’intervento - commenta Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e alle Attività produttive della Regione Piemonte - conferma la scelta della Regione di investire con continuità nelle alte specialità, rafforzando una rete sanitaria capace di integrare competenze, strutture e innovazione. Il Centro Trapianti del San Luigi è un tassello strategico di questo percorso, che punta a rendere il Piemonte sempre più attrattivo, competitivo e in grado di offrire risposte di qualità ai cittadini e ai pazienti che arrivano anche da fuori regione».














