Hanno lasciato una eco profonda, le parole di Olivier François, responsabile mondiale del marchio Fiat per Stellantis, che nei giorni scorsi ha sottolineato come proprio Fiat vuole essere il "motore della ripartenza" del Gruppo in Europa. Parole che arrivano a poca distanza (parliamo di mesi) dal via della 500 ibrida proprio a Mirafiori, ma che ai sindacati metalmeccanici torinesi sembra ancora non bastare.
Strategia, non parentesi
Come spiegano Rocco Cutrí, segretario generale Fim-Cisl Torino e Canavese e Igor Albera, segretario responsabile settore automotive, "riteniamo fondamentale che queste parole si traducano in scelte industriali chiare e durature per lo stabilimento di Torino a per la sua area industriale. Negli ultimi mesi, grazie all’avvio della 500 ibrida, Mirafiori ha registrato una significativa ripresa dei volumi produttivi, dopo anni di forte incertezza e largo utilizzo di ammortizzatori sociali. Si tratta di un risultato positivo che, insieme alla prospettiva di superare la cassa integrazione e di inserire nuove risorse sulle linee, può segnare un cambio di fase per il sito torinese, ma non è di per sé sufficiente a garantire un futuro stabile. Il rilancio deve diventare una strategia strutturata, non una parentesi". E aggiungono: "È necessario costruire un quadro industriale di medio-lungo periodo che definisca volumi, investimenti e occupazione in modo coerente con le potenzialità dello stabilimento".
Rafforzare Torino
In questo senso, il richiamo aziendale al ruolo di Fiat in Europa deve andare, secondo i sindacalisti, "di pari passo con un reale rafforzamento del polo torinese. Chiediamo che Stellantis confermi in modo formale e trasparente il ruolo centrale di Mirafiori all’interno del piano europeo del marchio Fiat e del gruppo, che la crescita produttiva della 500 Hybrid sia inserita in un percorso di piena saturazione degli impianti torinesi con obiettivi annui chiari e verificabili, che a Mirafiori vengano assegnati ulteriori modelli, in coerenza con le stesse dichiarazioni aziendali sulle nuove vetture compatte e “globali” chiamate a sostenere i volumi Fiat in Europa e sui principali mercati internazionali".
"Consideriamo indispensabile - proseguono - porre la massima attenzione sul rafforzamento della struttura industriale di Torino. La città è l’origine del marchio Fiat e rappresenta un patrimonio industriale e sociale che deve essere pienamente valorizzato nelle strategie di Stellantis, non solo evocato a parole. La conferma degli investimenti sull’Area Torinese degli Enti Centrali, edifici e strutture varie, rappresenta un elemento positivo, ma vogliamo vedere quei nuovi spazi “riempiti di lavoro”.
Lavoro anche i colletti bianchi
Un occhio di riguardo, infine, va anche ai colletti bianchi. "Una nuova e corposa distribuzione di attività sul nostro contesto impiegatizio rappresenta la condizione primaria per guardare con senso e fiducia alla nuova ipotesi di organizzazione del lavoro che l’Azienda sta attuando e che prevede cambiamenti significativi come l’aumento della presenza in ufficio".














