Carnevale a Frossasco vuol dire Magnin. La maschera tradizione del paese ha tenuto sveglio il paese nella notte tra il 12 e il 13 febbraio. Dieci i ragazzi, classe 2007, che si sono calati nel ruolo del ‘magnin’, lo spazzacamino, con mantello e cappello nero, mani e viso cosparsi di fuliggine. Tra loro non è mancata la ‘plandrasa’ (pelandrona in italiano), un giovane travestito da donna.
Obiettivo della tradizione è trascorrere la notte in giro per le strade di Frossasco con tanto di sirena, andare a trovare la coscritte e raccogliere le offerte che saranno devolute in beneficenza. Al mattino, sempre vestiti da magnin, il passaggio alle scuole materne, elementari e medie.
“In origine erano i ragazzi che un tempo si preparavano ad andare a fare l’anno di leva militare - spiega il presidente della Pro Loco, Andrea Mameli -. I ragazzi si trovavano la notte tra il giovedì e il venerdì grasso e raccoglievano offerte, dal vino ai salami, che erano devolute al Cottolengo. Oggi si raccolgono offerte in denaro che in base alla cifra saranno devoluti a un ente scelto dal gruppo, solo dopo aver offerto la cena alle coscritte ovviamente”.
Una tradizione in seno alla Pro Loco che di anno in anno si occupa di mantenere viva la maschera coordinando e raccogliendo i ragazzi: “Quest’anno c’erano tanti ragazzi che avevano i genitori che l’avevano fatto alla loro età, quindi erano molto presenti e a conoscenza della tradizione. Ci sono stati anni in cui i gruppi erano più o meno numerosi, ma in generale non si è mai smesso di portarla avanti”.














