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Eventi | 14 febbraio 2026, 15:28

Pinerolo ha un Gianduja che porta nelle scuole l’inclusione

Oggi lui e le sue Giacomette prendono le chiavi della Città

Pinerolo ha un Gianduja che porta nelle scuole l’inclusione

Sono arrivati con il treno, alla stazione centrale, come da tradizione. Gianduja e le sue Giacomette sono saliti all’Olimpica e arrivati verso le 15 meno un quarto per il corteo che li porta in Comune, ed è passato per Io C'Entro e Stazione di Posta. In municipio il sindaco Luca Salvai darà loro le chiavi della Città di Pinerolo, aprendo ufficialmente il periodo di Carnevale. Quest’anno sarà un’edizione senza sfilata di carri allegorici, perché il Comune ha tagliato le spese per eventi, finanziati con la parte corrente, finché in primavera non verrà approvato il conto consuntivo e arriveranno risorse per finanziare iniziative come la fiera d’estate e l’Artigianato. Ma ci sarà un evento per i bambini, domenica 1° marzo, dedicato al ‘Paese dei balocchi’.

Il Gianduja Davide Gozzi, invece, dopo aver ragionato di bullismo e cyberbullismo, lo scorso anno, stavolta fa un passo avanti e parla di inclusione: “È un tema che mi è venuto in mente l’anno scorso, durante la nostra sfilata ho parlato con il responsabile di un carro di disabili e mi è venuta questa idea”. Nella sua visione l’inclusione è un modo per evitare episodi di bullismo e imparare a vivere bene malgrado differenze e antipatie e cerca di spiegarlo nelle scuole con immagini concrete e comprensibili, a seconda delle età: “Ai più piccoli, per esempio, dico che non è bello vedere qualche loro compagno da solo, in un angolo”. Oppure ai ragazzini stranieri spiega come Gianduja sia anche loro, perché vivono in Piemonte e “per me sono piemontesi”.

Negli anni, questo è il suo nono Carnevale, ha capito come i bimbi si ricordino di cosa ha detto loro, quindi il messaggio che si trasmette è fondamentale.

Gozzi è accompagnato da cinque Giacomette: la moglie Monica Primo, Maria Rosa Passarella, Morena Fissore, Sara Quero e Rosanna Poetto. Da settimane, oltre alle scuole, sta già girando sfilate, eventi e case di riposo. Proprio qui le emozioni si fanno forti: “Ci sono persone che si ricordano Gianduja e anche chi non se lo ricorda è felice perché veniamo a trovarli”. Nei giorni scorsi non è mancato nemmeno un incontro significativo, a None, con il regista Luigi Oddoero: “Lui è stato un Gianduja per tre anni e a me piace incontrare i vecchi Gianduja perché ognuno di loro ha dato qualcosa a questa maschera”. È un modo per confrontarsi, ma anche per rendersi conto come questa maschera evolva e ognuno cresca anno dopo anno con quel vestito addosso: “Ieri sono stato a Casa Turina a San Secondo e ho parlato tantissimo piemontese, senza fare strafalcioni”.

Marco Bertello

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