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Economia e lavoro | 02 febbraio 2026, 10:25

Stellantis e Algeria, i sindacati assediano l’indotto: “Basta disimpegno, qui competenze e storia”

Circa un centinaio le aziende iscritte all’incontro presso l’Unione Industriali per conoscere le possibilità di collaborazione in Nord Africa. Ma le sigle metalmeccaniche temono ulteriori danni occupazionali

Le aziende dell’indotto all’interno per confrontarsi sul tema Algeria, i sindacati fuori a far sentire la propria voce e le proprie preoccupazioni. Comincia presto la settimana del comparto automotive torinese: Stellantis ha infatti convocato all’Unione Industriali la filiera dei fornitori per spiegare loro i benefici di un potenziale “allargamento” in Nord Africa, dove il Gruppo ha una presenza e piani di investimento importanti. Oltre cento le aziende presenti, che saranno invitate ad andare a produrre in Algeria. In sala anche l’ambasciatore algerino in Italia, Mohamed Khelifi.

Dentro e fuori

Nella cornice della mobilitazione “Innamorati di Torino” che vedrà una manifestazione in piazza il 14 febbraio, le sigle metalmeccaniche si sono ritrovate in via Vela proprio mentre i rappresentanti di decine di realtà del territorio sfilavano all’interno del centro congressi.

Incertezza e salari ridotti

“Il nostro settore, negli ultimi anni, ha subito una trasformazione drammatica - dicono i rappresentanti dei lavoratori-: la perdita di 500 aziende e di 35.000 posti di lavoro non è solo una statistica, ma una ferita aperta nel nostro tessuto sociale. Oggi migliaia di noi vivono nell’incertezza, tra salari ridotti dalla cassa integrazione e la mancanza di un piano industriale di lungo respiro”.

Disimpegno di Stellantis

Un declino, aggiungono, “accelerato dal progressivo disimpegno di Stellantis, che ha dirottato risorse e modelli strategici verso altri poli produttivi, privando Torino del suo ruolo centrale”. Ecco perché “l’appuntamento In questo scenario già fragile, apprendiamo con profonda preoccupazione dell’organizzazione di una kermesse volta a presentare opportunità di investimento

in Algeria. Promuovere la delocalizzazione verso Paesi con bassi costi salariali e incentivi governativi esteri ci appare come un segnale contraddittorio e inopportuno”.

Competenze e storia

“Torino possiede le competenze e la storia per guidare la transizione dell’automotive, ma servono investimenti locali, non inviti a produrre altrove. Chiediamo a tutti i soggetti coinvolti un’assunzione di responsabilità: il futuro di

Torino si costruisce restando qui, valorizzando il lavoro e restituendo dignità a chi, con fatica, continua a sostenere l'economia di questa provincia”.

Stop & go

Intanto il primo giorno di febbraio, che avrebbe dovuto vedere la fine della cassa integrazione a Mirafiori e l’avvio a pieno regime della 500 ibrida, è partito con il piede sbagliato: i sindacati raccontano infatti che a causa di alcuni problemi tecnici sulla linea gli operai sono stati rimandati a casa. “Una beffa - dice Gianni Mannori, Fiom Cgil - proprio nel giorno in cui dovevano rientrare tutti i lavoratori e mentre si raccontano le prospettive aull’Algeria”.


 

Massimiliano Sciullo

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