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Attualità | 03 giugno 2024, 13:43

Una poesia ogni anno sul manifesto funebre: l’eredità torrese di Eva Amore

Transgender donna, nata nella pianura pinerolese, nella sua breve permanenza in paese fece conoscere i suoi versi, smosse coscienze e sensibilità. Se ne andò nel 2019 per ragioni di sicurezza

Il primo manifesto con una poesia di Eva Amore

Il primo manifesto con una poesia di Eva Amore

Assieme a lei ogni mattina probabilmente si risvegliava la sua angoscia di ritrovarsi nel corpo di un uomo. Nonostante tutto ostentava leggerezza per le strade del paese, mettendo spesso in crisi i concittadini che incontrava sul percorso. Settantaseienne, Eva Amore è morta a metà maggio lontana da Torre Pellice, paese in cui decise di vivere e da cui suo malgrado si allontanò nel 2019 per motivi di sicurezza perché raccontava di essere stata presa di mira da una baby gang. Era una donna transgender, nata uomo nella pianura pinerolese. Da giovane girò il mondo e si affezionò soprattutto al Sud America.

Giunta a Torre Pellice una quindicina di anni fa, trovò dopo i primi anni il coraggio di vestirsi da donna e di chiedere di essere considerata con il nome e cognome Eva Amore. Il suo abbigliamento spesso succinto allontanava tanti, ma a chi non si spaventava e accettava di rivolgersi a lei come donna regalava sorrisi e le sue poesie d’amore. “Mi era bastato rivolgerle un ‘Ciao Eva!’ un giorno all’ingresso in ambulatorio per stabilire con lei un buon rapporto” racconta Paola Grand, medico di base e amante della lettura. Ad ogni visita Eva le regalava le sue poesie: “Le pubblicò la collana ‘I gigli’ della Montedit, casa editrice in provincia di Milano. Molti dei suoi versi erano dedicati a un uomo che aveva amato ‘Aldo’ e testimoniavano il suo rapporto profondo con la natura”.

Sul manifesto funebre apparso a fine maggio a Torre Pellice – a funerali avvenuti – sono riportati proprio alcuni versi dedicati al suo innamorato. “Organizzò e pagò tutto per il proprio funerale. Tra le sue volontà c’è l’affissione annuale per dieci anni dell’annuncio funebre a Torre Pellice: ogni volta conterrà una poesia diversa” spiega Alessandra Quaglia, ex responsabile della biblioteca del paese. Conobbe Eva il giorno in cui si presentò tra gli scaffali per fare la tessera per il prestito: “Faticava a presentarmi il documento d’identità da dove risultava uomo, così trovai per lei un escamotage simile a quello delle carriere alias, ma che noi non avevamo ancora adottato”. Le carriere alias, in uso già in diverse scuole ed enti, prevedono la possibilità di registrarsi con il nome che corrisponde alla propria identità di genere anche se è diversa da quella anagrafica. “Io sono attiva nel movimento Lgbt ma non avevo mai riflettuto così tanto sul vissuto delle persone transessuali e transgender come ho fatto invece dopo aver conosciuto lei – rivela –. Ha vissuto in anni complicati, quando accedere alle operazioni per cambiare sesso era difficile e pericoloso. Sicuramente soffrì a causa della transfobia, tuttavia ostentava leggerezza”. Sofferenza che si poteva intuire dai suoi versi come ricorda Massimo Tosco, ideatore e promotore del Palco aperto poetico che si svolge in Civica galleria d’arte contemporanea Filippo Scroppo di Torre Pellice, e dove Eva era ospite fisso: “Viveva intensamente la poesia – ricorda – anche come difesa dalla brutalità del mondo”.

Elisa Rollino

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