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Pinerolo | 11 marzo 2026, 16:45

Da Pinerolo parte l’allarme sulla tenuta dei servizi sociali

In una conferenza Ciss, Comuni e sindacati sottolineano l’emergenza dei fondi fermi: “Per la non autosufficienza abbiamo risorse fino a maggio”

La conferenza che ha lanciato l’allarme

La conferenza che ha lanciato l’allarme

I fondi per la non autosufficienza sono fermi al 2024. Non ci sono nemmeno le nuove assegnazioni e quindi i Consorzi socio-assistenziali non possono manco ricorrere all’anticipazione di cassa. È una situazione di emergenza che riguarda tutte le realtà piemontesi e che il Ciss Pinerolese ha messo nero su bianco, in una conferenza stampa, con al fianco Comuni e sindacati. E non è l’unica.

Da tempo Agnese Boni, presidente del Ciss, che coordina gli interventi per 47 Comuni del Pinerolese, lamenta da tempo un ritardo dei fondi che sta diventando ingestibile, se si vogliono mantenere i servizi attuali.

Una situazione che si scontra con la realtà dell’incremento di persone che hanno bisogno e quindi servirebbero addirittura più risorse.

L’ennesimo grido d’allarme è partito, con maggior forza, stamattina, mercoledì 11 marzo, dalla conferenza che si è tenuta nel Salone di Rappresentanza del Comune di Pinerolo.

Monica Pecchio, sindaca di Scalenghe e presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Ciss, ha fotografato le due situazioni maggiormente problematiche, che mettono in difficoltà l’assegnazione delle risorse e lo svolgimento dei servizi ai cittadini: il ritardo dei fondi per le politiche sociali e quelli per la non autosufficienza, che lo Stato assegna alle Regioni per la ripartizione.

Per quest’ultimo, che prevede una programmazione triennale 2025-27, la situazione è particolarmente critica: “Se per i fondi politiche sociali 2025, l’assegnazione è già avvenuta ma non abbiamo ricevuto erogazioni, consideriamo che qualche giorno fa ne è arrivata una relativa al 2024, per quelli dedicati alla non autosufficienza non c’è neanche ancora l’assegnazione e questo comporta anche l’impossibilità di ricorrere all’anticipazione di cassa della banca – rimarca Boni –. I fondi assegnati ma di cui non c’è stato trasferimento di cassa ammontano a 3 milioni e 600mila, mentre quelli di cui aspettiamo l’assegnazione sono 1 milione 700mila”.

Quello della non autosufficienza è un problema cruciale perché tocca anziani e disabili. Con questi fondi si finanziano “gli assegni di cura per persone anziane che non possono fare a meno di qualcuno che si prenda cura di loro, calibrati in base all’Isee, gli interventi di assistenza domiciliare per disabili minori e adulti oltre ad anziani non autosufficienti e affidamenti per persone con disabilità, di nuovo minori, adulti e anziani – spiega –.  L’ultimo finanziamento risale al 2024 e per tutto il 2025 abbiamo cercato di far fronte con le risorse che avevamo. Dallo scorso autunno abbiamo iniziato a preoccuparci, prevediamo di farcela fino a maggio”.

Cosa fare dopo questa data? “Per i Comuni è difficile immaginare un intervento diretto e se non ci sono assegnazioni è impossibile garantire i servizi”, constata amaramente Pecchio. Si tratterebbe anche di andare a eliminare dei posti di lavoro.

Il Ciss si è mosso coinvolgendo anche Anci Piemonte. È stato redatto un documento, per chiedere alla Regione di anticipare almeno in parte i fondi e di iniziare a predisporre i propri regolamenti.

Una richiesta portata avanti anche dai sindacati Cgil, Cisl e Uil: “Chiediamo che la Regione si faccia carico delle risorse necessarie a garantire la continuità dei servizi e degli assegni di cura, anticipando le risorse necessarie in attesa degli atti ministeriali, e che si faccia parte attiva nella richiesta al Governo sia di emanare le direttive per garantire le risorse sia di aumentare i fondi nazionali per le politiche sociali e quelli per la non autosufficienza”.

La risposta negativa, però, è arrivata questa mattina, come riportato da Boni durante la conferenza: “La Regione sostiene che al momento non ha strumenti per porvi rimedio e non può anticipare i fondi per la non autosufficienza 2025. I suoi tecnici stanno comunque lavorando alla disposizione dei piani regolatori a livello regionale, anche se un po’ al buio perché non ci sono indicazioni dallo Stato”.

La questione ha infiammato il dibattito piemontese, con un affondo della consigliera Pd Monica Canalis a cui risponde l’assessore regionale alla Sanità Maurizio Marrone: “L’Amministrazione regionale comprende a fondo le difficoltà che stanno attraversando gli Ambiti territoriali sociali, ed ha già espresso nella Conferenza delle Regioni e Province autonome al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali preoccupazione al riguardo. Anche grazie all’intervento attivato dalla Regione, il 18 marzo è previsto l’approdo del Dcpm per il ‘Fondo nazionale per la non autosufficienza’ sul tavolo della Conferenza stessa”.

Sabina Comba

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