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Economia e lavoro | 21 aprile 2021, 16:37

L’Amira Torino sulla ripartenza della ristorazione: “Non si può lavorare solo all’aperto”

Il fiduciario Aldo Petrasso di Osasco sottolinea i rischi per gli imprenditori e il personale

Aldo Petrasso

“Pensare di lavorare solo all’aperto è impossibile. Anche in Sicilia. Basta un po’ di vento o un po’ di pioggia e la giornata è rovinata”. Parola di Aldo Petrasso di Osasco, fiduciario dell’Amira Torino (Associazione maître italiani ristoranti ed alberghi). Il sodalizio di cui fa parte è preoccupato dalle regole sulla ripartenza del settore ristorazione annunciate dal Governo.

“Con queste misure di fatto si apre meno che nella vecchia zona gialla, dove si potevano usare i posti all’interno – entra nel dettaglio –. Come si fa a pensare a cene programmate con l’incognita del tempo? Per ogni evento ci vuole un piano b, in caso di condizioni meteo non favorevoli”.

La richiesta dell’associazione è di concedere una riapertura completa, almeno da giugno, per dare agli imprenditori la possibilità di lavorare davvero, seppur con tutte le norme anti-Covid del caso: “Va benissimo applicare il distanziamento e il taglio dei coperti, ma permettere una riapertura che non è poi effettiva può creare dei problemi: infatti non si può lavorare davvero, ma si perde diritto anche a quei pochi ristori e alla cassa integrazione per i dipendenti, che rischiano così di stare a casa”.

Un problema quello del servizio all’aperto che fa discutere, soprattutto nelle zone montane, come la Val Chisone.

Marco Bertello

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