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Politica | 18 febbraio 2021, 17:51

Covid, Icardi: "In Piemonte 23 casi di variante inglese". Ipotesi micro-zone rosse per focolai a rischio

L'annuncio a Palazzo Lascaris: "Il nuovo virus aumenta il contagio tra i giovani. La Regione sta pensando alla possibilità di circoscrivere le zone dove ci fosse una capillare diffusione dei casi"

donna si sottopone al vaccino

Vaccino anti Covid-19

Ora il Covid colpisce con più frequenza i giovani e i bambini. A dirlo sono le rilevazioni della Regione Piemonte, illustrate nel pomeriggio in Consiglio regionale dall'assessore alla Sanità Luigi Icardi, durante un'informativa a Palazzo Lascaris. A causare questo fenomeno è molto probabilmente la nota "variante inglese" del virus, che sarebbe molto contagiosa anche se non più letale di quella originale.

Zona rossa in caso di focolai

"Registriamo un trend crescente di contagi nella fascia di età 6-10 anni - ha spiegato Icardi - Anche giovani e bambini, dunque, stanno entrando nelle statistiche, ragione per cui ribadisco le raccomandazioni di massima attenzione e di cautela per l’ingresso nelle scuole di alunni che presentano anche solo i sintomi del raffreddore". Proprio per fermare eventuali focolai, la giunta presieduta da Alberto Cirio sta pensando alla possibilità di istituire zone rosse circoscritte laddove ci fossero casi di varianti Covid. "La delibera è già pronta", l'annuncio di Icardi. "Abbiamo aggregato le zone secondo criteri precisi: in base ai Comuni, alle Asl, alla densità di popolazione, all'incidenza dei contagi, e ad altri parametri che determinano il livello di rischio. L'area al momento più colpita dalla variante inglese è il Vco, per la vicinanza con la Svizzera, che ne è particolarmente attaccata".

La "variante inglese"

"Stiamo lavorando per identificare le varianti, e stiamo facendo uno studio di prevalenza sulla variante inglese. Ci stiamo attrezzando perché sarebbe una tragedia che il virus mutasse in modo da rendere inefficaci i vaccini", ha spiegato l'assessore Icardi. "Nel giro di poche settimane la variante potrebbe sostituire l'attuale virus. Fortunatamente è intercettata dal vaccino, ma i nuovi focolai hanno la caratteristica di essere molto più contagiosi. Questo è il motivo per cui dobbiamo porre la massima attenzione e anche fare studi di prevalenza nostri".

L'Istituto Zooprofilattico ha finora trovato 23 casi di variante inglese in Piemonte, sparsi nel territorio. "Questi focolai - ha rassicurato Icardi - sono al momento sotto controllo, ma stiamo creando un sistema di mappatura che ci permetterà di intervenire in modo molto più rapido nell'isolarli".

Il trend dei contagi

"La media giornaliera di contagiati è di 718 casi – ha poi spiegato l'assessore – Questo significa che la riduzione è molto lenta". Una decrescita costante, ma anche in questo caso molto lenta, è poi anche quella dei ricoveri nelle terapie intensive, sub intensive e nei posti letto ordinari.

Restiamo in "zona gialla"

Rispondendo a una domanda di Mauro Salizzoni (Pd) circa la possibile incidenza delle varianti, in generale l’assessore ha spiegato che “abbiamo tutte le condizioni per rimanere in zona gialla, tutti i parametri ci dicono che è ragionevole pensare di restare in questa condizione. Certo, abbiamo previsioni non rosee sull’andamento possibile futuro dei contagi per quanto riguarda le varianti, per questo stiamo spingendo con il Governo per avere più dosi di vaccini”.

"Abbiamo incaricato la Società di committenza regionale (Scr) di esaminare canali alternativi: è anche un messaggio politico per dire al Governo che ai ritmi attuali ci vorranno più di due anni per vaccinare tutti", ha concluso Icardi.

Marnati: "Ogni giorno analizzeremo l'1% dei nuovi casi"

Anche il Piemonte prenderà parte alla nuova “quick survey”, cioè alla rilevazione rapida, indetta dall’Istituto Superiore di Sanità, finalizzata a mappare il grado di diffusione delle variazioni del Covid-19 nel Paese, che prevede l’invio a Roma da parte della Regione di 76 campioni di nuovi positivi riscontrati oggi, 18 febbraio.

È quanto è stato deciso in un incontro in video-conferenza del “Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per l’implementazione dell’attività di pre-screening e genotipizzazione del Sars- Cov2”, istituito nei giorni scorsi al Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive). Il gruppo di lavoro è coordinato dal professor Giovanni Di Perri ed è composto da Elide Azzan, Valeria Ghisetti, Emilpaolo Manno, Pietro Presti, Stefano Taraglio, Paolo Vineis e Gianfranco Zulian.

Nella riunione si è poi discusso del piano regionale di bio-sequenziamento dei tamponi molecolari, che consentirà di individuare in tempo reale le eventuali mutazioni del Covid-19 circolanti sul nostro territorio. "Questo – dichiara l’assessore alla ricerca applicata per l’emergenza Covid, Matteo Marnati - è solo l'inizio per monitorare il virus in Piemonte. Ci stiamo strutturando per analizzare giornalmente almeno l'1 % dei nuovi casi positivi. Alziamo il livello di sorveglianza per garantire il contenimento dell'epidemia".

Daniele Angi

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