Questa sera, venerdì 16 gennaio, alle 21, il Circolo Sociale di Pinerolo in via Duomo 1 ospita l’incontro pubblico ‘Non c’è pace per Gaza’, un appuntamento che raccoglierà informazione, riflessione e confronto sul conflitto israelo-palestinese.
Un titolo che, come sottolinea Umberto Cavaliere, referente territoriale del Movimento 5 stelle e moderatore dell’incontro: “È semplice, duro, purtroppo necessario. Perché racconta una realtà che da troppo tempo è sotto gli occhi del mondo, e che troppo spesso viene ridotta a numeri, a notizie di pochi secondi, a un conflitto che sembra lontano ma che in realtà ci riguarda profondamente”.
L’iniziativa non nasce con l’intento di alimentare contrapposizioni, ma di costruire consapevolezza attraverso il dialogo: “Abbiamo voluto questo incontro non per alimentare divisioni, ma per informare, ascoltare, riflettere”, motiva Cavaliere. Parlare di Gaza, infatti, significa affrontare una molteplicità di piani “significa parlare di diritto internazionale, dei diritti umani, di responsabilità politiche, ma anche di vite quotidiane, di civili, di donne, uomini e bambini che continuano a pagare il prezzo più alto – prosegue –. Come comunità, come cittadini e cittadine, crediamo che il silenzio non sia neutrale”.
Ospite centrale della serata sarà Marco Croatti, senatore del Movimento 5 Stelle e membro della Global Sumud Flotilla, affiancato dagli interventi istituzionali di Gaetano Pedullà, europarlamentare M5S, Luca Salvai, sindaco di Pinerolo, ed Elisa Pirro, senatrice M5S. Accanto alle voci parlamentari, troveranno spazio le esperienze dell’attivismo e dell’associazionismo locale, con la partecipazione di Marco Ramotti, presidente dell’associazione ‘CIP – Cinema, Inclusione e Partecipazione’, coinvolto nei progetti ‘Marrakech Express’ e ‘PedaliAMO per Gaza’; Alberto Piergiovanni, attivista del Bds Pinerolese; e il collettivo Donne contro ogni guerra – gruppo pinerolese. “Ascolteremo voci diverse: rappresentanti delle istituzioni, del Parlamento italiano ed europeo, della società civile, dei movimenti pacifisti e di chi ha vissuto esperienze dirette di solidarietà e resistenza non violenta – conclude Cavaliere –. Non tutte le voci diranno le stesse cose, ma tutte contribuiscono a costruire uno spazio di consapevolezza”.













