(Adnkronos) - “Il podcast ha una caratteristica: è un’esperienza intima, un contenuto che si ascolta molto spesso da soli. Per questo si crea un legame e una relazione molto forte tra il contenuto e l’ascoltatore. È il motivo per cui viene scelto sempre in base all’argomento, che è il criterio principe. Oggi, però, emerge sempre più un altro fattore decisionale, ossia chi lo racconta. Così, cresce d’importanza il ruolo del creatore e dello speaker”. Lo ha spiegato Anna Vitiello, direttrice scientifica dell'Osservatorio Branded Entertainment, intervenuta a Intersections 2026, in corso all'Allianz MiCo di Milano.
A dirigere la scelta non è “quanto il narratore sia famoso, questo è un bias che abbiamo considerato in alcuni momenti, ma la sua capacità di raccontare, di intrattenere e di dare valore a quel contenuto - precisa - Un altro elemento molto importante, diventato un po’ un mantra è il video podcast. Non si tratta di due contenuti diversi, ma di due modi diversi di fruire dello stesso contenuto. Analizzando questa fruizione ibrida, emerge che spesso anche il video podcast si ascolta soltanto in audio. Il 68% delle persone dichiara infatti di essere infastidito quando, ascoltando un video podcast, si fa riferimento a degli elementi visivi che in audio, ovviamente, non si possono percepire”.













