(Adnkronos) - "Tutti i più recenti sondaggi dicono che allontana voti e che è un fattore sottrattivo: la vera domanda da porsi non è quanti voti porta ma quanti ce ne fa perdere". Chiara Appendino, deputata del M5S, si esprime così sull'effetto di Matteo Renzi e di Italia viva nel campo largo. "Io favorevole a un contratto 'alla tedesca'? Un contratto con Renzi c'era già, il governo Conte II, e lui l'ha fatto cadere nel gennaio 2021 in piena pandemia. Io penso che il tema non siano i contratti o il perimetro del programma. Io penso si debba avere l’onestà intellettuale per dire che qui le questioni sono sostanzialmente due. L'affidabilità, perché Renzi ha dimostrato più volte di essere inaffidabile", dice Appenino intervistata dal Foglio alla Festa dell'ottimismo. L'esponente M5S solleva poi "la questione prettamente elettorale: tutti i recenti sondaggi dicono che non è che non lo amo solo io o non lo ama solo il M5S, a non amarlo è il popolo progressista".
"D'altronde, per andare sui temi: gli operai che incontro ai cancelli delle fabbriche in crisi non si scordano del jobs act, come molti studenti non scordano la buona scuola, come le persone in difficoltà non dimenticano di quando si scagliava contro il reddito di cittadinanza. Tutti i più recenti sondaggi dicono che allontana voti e che è un fattore sottrattivo: la vera domanda da porsi non è quanti voti porta ma quanti ce ne fa perdere. E allora le dico che a volte mettere un veto è un atto di coraggio necessario per costruire un'alternativa forte e credibile", aggiunge ancora.
Renzi, nello stesso evento e poi sui social, risponde: "Non candideremo persone come Chiara Appendino che sono state condannate con sentenza passata in giudicato. Una cosa è il garantismo, altro è farsi fare la morale da persone pregiudicate con condanne passate in giudicato".
"Leggo con stupore che, ancora una volta, Matteo Renzi sceglie di replicarmi tirando in ballo la mia vicenda giudiziaria anziché rispondere sul piano politico. Dispiace constatare la volontà di buttarla in rissa, mentre la nostra priorità assoluta deve restare quella di costruire un’alternativa solida e credibile al governo Meloni. Purtroppo, Renzi preferisce inquinare il dibattito cadendo in basso", la controreplica di Appendino in una nota.
"Nel gennaio 2021, il giorno dopo la sentenza di primo grado per i fatti di Piazza San Carlo, era lo stesso Renzi ad unirsi a centinaia di sindaci di ogni colore politico esprimendomi vicinanza e auspicando la mia assoluzione. Scriveva che lui non è come chi "usa i processi per regolare i conti della politica - ha aggiunto - Da allora quella sentenza non è cambiata di una virgola. Ciò che è cambiata è soltanto la sua convenienza politica: allora gli serviva fare il garantista, oggi gli conviene vestire i panni del giustizialista. Ma le chiacchiere stanno a zero: Renzi rappresenta un fattore sottrattivo per il campo progressista. È un dato di fatto politico che nessun attacco personale a me potrà mai cancellare", conclude l'ex sindaca di Torino.














