MILANO (ITALPRESS) - Nel percorso dell'Opa su Trevi arrivano valutazioni favorevoli su Webuild da parte di chi i numeri li guarda con il righello: Intermonte, Kepler Cheuvreux e Oddo BHF, con sfumature diverse: i primi due sul titolo, Oddo BHF sul profilo di credito del Gruppo.Intermonte assegna a Webuild un giudizio Outperform, cioè meglio del mercato, con un obiettivo di prezzo di 4,5 euro per il titolo Webuild. Kepler Cheuvreux conferma il Buy (comprare). Oddo BHF esprime una market recommendation Buy nel suo commento sul profilo di credito del Gruppo. Insomma, mentre sul terreno dell'Opa si contano azioni e percentuali, nei report di Intermonte e di Oddo BHF compare anche il tema industriale.Il punto, del resto, è proprio questo: Webuild oggi detiene il 27,69% del capitale di Trevi e punta a mettere le competenze della società nel sottosuolo dentro una piattaforma che può contare su 13,6 miliardi di euro di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini. Una sorta di matrimonio fra specializzazione e dimensione: da una parte il know-how di Trevi, dall'altra la capacità commerciale e le relazioni internazionali di Webuild. Con l'ambizione, naturalmente, di presentarsi alle grandi opere con un'offerta più completa e competitiva.Intermonte, analizzando l'accordo con Praude Asset Management per l'acquisto del 13,9% di Trevi e la riduzione della soglia di efficacia dell'offerta al 50% +1 dei diritti di voto, ritiene che l'acquisto aumenti in modo sostanziale le probabilità di successo dell'Opa, tenuto conto della nuova soglia. Ma è sul piano industriale che arriva il giudizio forse più interessante: per Intermonte, il razionale dell'operazione per Webuild e Trevi è solido. Intermonte ricorda anche che Webuild si è impegnata a far crescere l'occupazione di Trevi.Kepler Cheuvreux ha mantenuto il giudizio Buy su Webuild il 7 ottobre, dopo l'aumento della partecipazione del gruppo guidato da Pietro Salini in Trevi. Oddo BHF, nel suo commento sul profilo di credito, indica una credit opinion stable e cita tra le ragioni strategiche dell'operazione: il rafforzamento della posizione di mercato di Trevi e una maggiore competitività nelle grandi gare infrastrutturali complesse.Ed è qui che l'Opa smette per un momento di essere soltanto una partita finanziaria e diventa un progetto industriale. La logica di Webuild è integrare le competenze specialistiche di Trevi con la propria dimensione, la capacità commerciale e le relazioni internazionali. Obiettivo: costruire una piattaforma in grado di proporsi sulle grandi opere con una soluzione integrata e partecipare a gare di dimensioni maggiori, a vantaggio del Sistema Paese.Per Trevi, il conto potrebbe tradursi in nuove geografie, nuovi clienti e gare più grandi e complesse. Per il territorio, invece, l'impegno è di conservare l'identità italiana della società e il centro direzionale in Italia. Un elemento tutt'altro che secondario in un'operazione che, oltre ai numeri, deve fare i conti anche con le attese industriali e occupazionali.«Siamo fiduciosi di portare a termine l'operazione su Trevi: abbiamo un progetto chiaro e le risorse per realizzarlo», ha dichiarato l'amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini. «Alla base dell'operazione c'è un solido progetto industriale. L'obiettivo è valorizzare Trevi: darle accesso a una piattaforma da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini; far crescere l'occupazione in Italia e all'estero e costruire una soluzione integrata, più competitiva nelle grandi gare».Sul tavolo, intanto, c'è un prezzo di 5,165 euro per azione Trevi. Un valore che rientra nell'intervallo di congruità indicato dagli advisor del Consiglio di amministrazione di Trevi e che viene riconosciuto a tutti gli aderenti all'offerta, compresi coloro che hanno già aderito. Il prezzo incorpora inoltre un premio di circa il 49% rispetto al prezzo ufficiale del 26 giugno 2026.La partita, dunque, resta aperta. Il periodo di adesione all'Opa scadrà il 20 novembre 2026. Fino ad allora, tra percentuali, soglie e giudizi degli analisti, Webuild dovrà continuare a convincere il mercato che quella su Trevi non è soltanto un'operazione finanziaria, ma il tentativo di costruire un pezzo nuovo della filiera italiana delle grandi infrastrutture. E, almeno per ora, le valutazioni di Intermonte, Kepler Cheuvreux e Oddo BHF sul Gruppo sono favorevoli.- Foto ufficio stampa Webuild -(ITALPRESS).
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giovedì 08 ottobre












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