“Le Rsa sono pronte fin da subito a collaborare con la Regione per costruire un modello che integri residenzialità e domiciliarità, mettendo a disposizione competenze, professionalità e radicamento nei territori. Ma servono fatti e risposte a tre questioni fondamentali”.
La Diocesi di Pinerolo, la Diaconia Valdese e l’Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità intervengono sulla ventilata riforma del settore dell’assistenza. La proposta del presidente Alberto Cirio è di collegare un posto letto convenzionato all’assistenza di altri 4-5 anziani a domicilio.
Il gruppo, dopo un tavolo di confronto che si è svolto mercoledì, ha diffuso una nota dove chiede al governo regionale risposte precise su tre questioni fondamentali. La prima è come si intenda sostenere la riforma con risorse economiche e umane che siano strutturali. Mentre la seconda evidenzia come sia necessario un “sostegno effettivo, tempestivo e sufficiente a garantire l’equilibrio delle strutture”, perciò “chiediamo la piena attuazione degli impegni assunti con il Patto per un Welfare innovativo e sostenibile, di cui la Regione Piemonte ha preso atto con la Dgr 38-8654 del 2024, il completamento degli adeguamenti tariffari e una revisione della Dgr 45-4248/2012.
Il gruppo infatti si domanda come si possano ampliare i compiti delle Rsa, se non si sostiene a sufficienza l’attuale attività. Infine sottolineano il ruolo strategico delle case di riposo, dal lato occupazionale e da quello di aiuto alle famiglie, lanciando come terzo punto, un invito: “Per realizzare la prospettiva della riforma, chiediamo alla Regione di avviare subito un percorso di progettazione condivisa con gli enti gestori e i soggetti del territorio: un tavolo operativo con obiettivi, risorse, tempi e responsabilità definiti, per costruire un modello virtuoso, sostenibile e replicabile. La riforma deve uscire dalla dimensione della promessa elettorale e diventare una scelta concreta di politica pubblica. Occorrono delibere, finanziamenti certi e strumenti operativi. Basta slogan: servono atti concreti”.














