In Piemonte le unità locali del commercio al dettaglio sono diminuite del 10,2% in cinque anni, tra il 2018 e il 2023, analogamente al Veneto e all’Emilia Romagna, con un trend per il 2024 e 2025 in linea con il calo nazionale, che si attesta al -14,4%. È quanto emerge dal primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia.
Calano negozi ed occupazione
La riduzione della presenza commerciale emerge anche dal dato sulla densità delle attività territorio. In Piemonte, in cinque anni, si è, infatti, passati da 10,7 negozi ogni mille residenti a 9,8, con una contrazione dell’8,4%. Un dato analogo alla Lombardia, che si attesta al -8,3%. L’occupazione in Piemonte segna un calo del 5,2%: una diminuzione più forte rispetto alle altre regioni del Nord Ovest, che globalmente riportano una flessione dell’1,3% e, soprattutto, rispetto al Sud Italia, che, in controtendenza, segna un + 3,4%.
I dati Confcommercio restituiscono quindi l’immagine di un comparto che vede restringere la propria presenza nei quartieri, nei centri urbani e nei comuni piemontesi. Una tendenza che incide non soltanto sull’economia, ma anche sulla disponibilità di servizi, sulla vivibilità degli spazi urbani e sulla tenuta delle comunità locali.
"Perdere attività commerciali significa avere meno servizi, meno presìdi e meno occasioni di relazione nei quartieri e nei comuni – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcom Torino e provincia –. In questo periodo storico di rapido cambiamento dei consumi, occorre tutelare il commercio di prossimità con politiche forti e condivise. Una tutela che deve difendere i negozi anche dalle grandi piattaforme di e-commerce, che continuano a operare in regimi fiscali diversi dai negozi fisici, danneggiando così il nostro tessuto imprenditoriale. Nell’ultimo anno ci sono stati segnali di un timido ritorno all’acquisto in negozio da parte di una fetta di consumatori che preferisce acquistare meno ma più spesso: una tendenza che va incoraggiata e che può diventare la leva per dare nuova linfa vitale al commercio. A patto che sia sostenuta a livello istituzionale e politico".
Commercio e alberghi settori ad occupazione giovanile
"Una riflessione sull’occupazione – prosegue la presidente Coppa -. I dati Inps dicono che il 40% degli occupati tra i 15 e i 29 anni è nei settori della ristorazione e dell’hospitality e il 22,5% nel commercio. Si tratta, dunque, di comparti ai quali le nuove generazioni si approcciano volentieri e vanno sicuramente incoraggiati. Comprare sotto casa significa anche sostenere l’occupazione giovanile e, indirettamente, migliorarne le condizioni di lavoro".
Il quadro piemontese si inserisce in una trasformazione più ampia del commercio italiano. Secondo il Rapporto Confcommercio, a livello nazionale, tra il 2018 e il 2025, i punti vendita del commercio al dettaglio sono diminuiti del 14,4%, mentre il fatturato complessivo del settore è cresciuto del 25,7%, raggiungendo 410,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo, il fatturato medio per addetto è aumentato del 27,9%.
Il settore sta cambiando struttura: diminuisce il numero delle attività, ma crescono la dimensione media delle imprese, la produttività e il fatturato. Tra i fenomeni più rilevanti emergono il forte sviluppo dei discount alimentari, che hanno registrato un incremento del fatturato del 101,1%, e la crescita dell’e-commerce, pari al 41,9%.














