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Ultim'ora | 03 luglio 2026, 12:35

Duplantis: "Il fair play è lo specchio della vita. Il muro dei 6,40? È uno dei miei grandi obiettivi"

Duplantis: "Il fair play è lo specchio della vita. Il muro dei 6,40? È uno dei miei grandi obiettivi"

(Adnkronos) - "Lo sport deve essere corretto, perché è lo specchio della vita". Con queste parole Armand Gustav Duplantis, due volte campione olimpico e primatista mondiale del salto con l'asta, ha ricevuto ieri sera a Firenze, durante una cerimonia al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Premio Internazionale Fair Play Menarini nella categoria "Personaggio Mito". 

Il fuoriclasse svedese con cittadinanza statunitense non ha nascosto l'emozione per il riconoscimento: "Sono davvero felice di essere qui. Ricevere questo premio è un grande onore perché il fair play è un valore fondamentale. Non avevo mai vinto un riconoscimento come questo e per me è davvero speciale". 

Duplantis ha poi raccontato uno degli episodi che meglio rappresentano il significato del premio, ricordando una gara del 2021 disputata sotto la pioggia insieme all'americano Sam Kendricks. "Ho sentimenti contrastanti perché quella gara l'ho persa, ma ci alternavamo a tenerci l'ombrello per evitare che il grip dell'asta si bagnasse. Io l'ho fatto per lui e lui l'ha fatto per me. È stato un bellissimo gesto di fair play. Tra noi astisti c'è grande rispetto, fratellanza e spirito di squadra". 

 

Il primatista mondiale ha quindi parlato dei suoi obiettivi, confermando di puntare sempre più in alto. Alla domanda sulla possibilità di superare quota 6,40 metri, Duplantis non si è nascosto: "È il mio piano. Penso di avere ancora tanti record mondiali nelle gambe. Il mio obiettivo è continuare a migliorare un po' alla volta. I 6,40 metri sono sicuramente uno dei miei principali traguardi". 

Dietro ai suoi successi c'è anche una fiducia incrollabile nei propri mezzi. "Penso sempre che vincerò. Ho questa sicurezza da tanto tempo, anche prima di iniziare a vincere. Quando entro in pedana mi sento il migliore e credo che un atleta debba avere questa convinzione per poter competere al massimo livello". 

Non è mancato un passaggio dedicato a Jannik Sinner, con il quale condivide la residenza nel Principato di Monaco. "Viviamo vicini e Monaco è un posto piccolo, quindi ci capita di incontrarci spesso quando lui è in città. È un ragazzo fantastico e in questo momento lo stiamo tutti sostenendo con entusiasmo a Wimbledon". 

 

Alla sua prima visita a Firenze, Duplantis si è detto conquistato dall'atmosfera della città. "L'Italia è fantastica e bellissima. Prima di arrivare qui abbiamo fatto un giro in centro per respirare un po' dell'atmosfera e mi è piaciuta tantissimo. Le persone sono un po' pazze, ma in senso positivo, e questo mi piace perché anch'io sono piuttosto pazzo. Poi ci sono il cibo, i ristoranti, i musei e luoghi meravigliosi". 

Il campione olimpico ha anche scherzato sul suo legame con l'Italia: "Dico sempre che 'Mondo' è italiano. Il migliore amico di mio padre è siciliano e lui è convinto di essere nato nel corpo sbagliato. Nel suo cuore si sente italiano". 

Infine, una riflessione sulla sconfitta subita recentemente a Stoccolma, che ha interrotto una lunga serie di vittorie. "Le sconfitte sono lezioni e sono importanti quanto, se non più, delle vittorie. Fanno male e nessuno vuole perdere, soprattutto nel modo in cui è successo a me a Stoccolma. Ma questo è lo sport, questa è la vita. La cosa più importante è continuare a cercare di essere la migliore versione di sé stessi e inseguire sempre la vittoria. Qualcuno vince e qualcuno perde: fa parte del gioco". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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