Lo invocavano da più di un anno e ci è voluto il caso Hanon Systems per muovere le acque. Nel marzo 2025, Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto di riattivare i Patti territoriali o comunque creare uno spazio in cui lavorare per lo sviluppo del Pinerolese: politica, sindacati e tecnici a fianco, per dare corpo agli indirizzi.
Le aperture non sono mancate, ma le risposte e l’impegno concreto non sono mai arrivati. Fino a qualche giorno fa. La decisione di Hanon Systems di delocalizzare in Cina una parte della produzione dello stabilimento di Campiglione Fenile rischia di mettere in ginocchio una fabbrica con 500 lavoratori.
Sarebbe un colpo pesante per il territorio ed è stato un pungolo per l’Unione montana del Pinerolese e per quella delle Valli Chisone e Germanasca per fare fronte comune con i sindacati, creando uno spazio che vogliono allargare all’intero pinerolese: “Un tavolo di lavoro che, partendo dall'analisi dell'impatto sociale della crisi in corso, definisca strategie condivise di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e delle imprese, promuova politiche attive che contrastino la marginalizzazione occupazionale, ma che soprattutto, in un confronto franco e costruttivo con le istituzioni regionali e nazionali, delinei una strategia di medio e lungo periodo per sostenere, rafforzare e implementare lo sviluppo del settore manifatturiero del territorio pinerolese” scrivono in una nota congiunta.
Un’operazione che al momento non ingloba Pinerolo, con cui le Unioni hanno avuto uno scontro per la gestione della vicenda della cessione dell’acqua da Acea a Smat.
Nel frattempo però la loro iniziativa e le loro preoccupazioni hanno incassato il sostegno dell’Ufficio diocesano pinerolese di pastorale sociale e del lavoro, che ritiene “fondamentale che tutto il territorio sappia prendersi carico di tale preoccupazione che comporta impegnarsi insieme per tutelare da scelte lontane le nostre comunità e il sistema economico e sociale locale”.














