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Attualità | 27 maggio 2026, 09:10

Parigi e il sogno di Jodorowsky: ora lo scrittore cileno conosce il premio letterario nel suo nome

La scrittrice vigonese Cristina Viotto, dopo anni di ricerche, è riuscita a incontrare la famiglia

Viotto con la moglie di Jodorowsy e la mamma Lucy

Viotto con la moglie di Jodorowsy e la mamma Lucy

Una ricerca lunga anni, un’imbeccata e un pizzico di fortuna sono gli ingredienti di un sogno che si realizza: Alejandro Jodorowsky ora è a conoscenza del premio letterario di Vigone dedicato a lui. Questo grazie all’incontro a Parigi di Cristina Viotto, autrice e anima dell’evento culturale, con la moglie e la suocera del regista e scrittore cileno che da anni vive nella capitale francese.

“A inizio maggio sono andata a Parigi e per me, oltre che un viaggio di piacere e formativo, è stato come un richiamo letterario. Ho sempre avuto una passione per questo autore, l’ho studiato parecchio fino a quando, nel 2020, ho fondato il Premio Letterario Internazionale Alejandro Jodorowsky a Vigone”, spiega Viotto, che ha già pubblicato tre libri e si sta dedicando al quarto, iniziato proprio durante questo viaggio.

Il concorso letterario, che premia più categorie, tra cui narrativa e poesia, ha concluso la sua sesta edizione con la cerimonia finale tenutasi lo scorso 12 aprile al museo Varenne e si sta preparando per la settima. “Durante la cerimonia ho chiesto agli organizzatori, alla giuria e al parterre di fare una foto tutti insieme. Lì ho annunciato che era importante fare quella foto perché sarebbe andata lontano, a Parigi. Chi conosce questo autore sa che è di origine cilena ma risiede a Parigi da tantissimi anni”.

L’incontro con la famiglia Jodorowsky è avvenuto il 6 maggio e, anche se non era stato propriamente organizzato, il desiderio di Viotto che tutto ciò avvenisse era talmente grande che il destino alla fine ha dato una mano. “Quando ho prenotato questo viaggio per Parigi ho fatto in modo che io in quel determinato giorno fossi in quel posto. L’unica informazione che avevo era che parecchi anni fa Alejandro era solito andare al Café Le Téméraire a fare delle letture gratuite, oggi Cafè Le Promenade, però non avevo nessuna certezza che questa cosa fosse continuata. Mi sono fatta portare in questa zona di Parigi, sono andata a Le Promenade, ho chiesto ma mi hanno detto che non conoscevano Jodorowsky. Le letture non si facevano più – racconta –. Mi sono allora allontanata da quel posto, ho chiesto informazioni a una fiorista in un angolo di questo quartiere per raggiungere il centro città e, dopo averla salutata, mi sono girata e ho visto Pascale Montandon, sua moglie, e sua mamma Lucy”.

Montandon segue Jodorowsky, ora 97enne, in tutti i suoi eventi, è stata costumista per parecchi suoi film e ha una sua propria galleria d’arte a Parigi. oltre a essere pittrice e attrice.

“Abbiamo parlato, le ho consegnato anche la foto della cerimonia, i miei libri con la dedica e una lettera in francese in cui spiegavo cos’era il concorso e quello che per me era l’obiettivo di quel viaggio, ovvero far sapere alla loro famiglia dell’esistenza di questo premio. L’importante era farle capire che non è nato per sfruttare il nome famoso di Jodorowsky, ma è proprio dedicato a lui in quanto dedicato alla sua arte, che io abbraccio a 360 gradi perché lui la vede come mezzo di condivisione e cura: a me lo scrivere, infatti, ha salvato la vita”.

La famiglia si è dimostrata solidale, emozionata e curiosa di questo progetto. “Mi hanno chiesto da dove venivo e mi hanno trasmesso un’energia enorme, con un abbraccio lunghissimo, che è importante per me ora condividere con tutti, impegnandomi ancora di più nella riuscita del mio progetto.”

Un sogno che per Viotto si realizza e che per ora è tutto quello che si potesse desiderare. “A livello pratico loro sanno che c’è questo concorso ogni anno e che la cerimonia di premiazione è intorno ad aprile. Nella lettera c’è apertamente scritto che ci farebbe molto piacere averlo con noi, avere qualcuno di loro oppure anche solo un messaggio o una mail da leggere agli autori sarebbe gradita. Al momento non c’è nessun tipo di feedback, ma per me, ad oggi, è importante e mi importa sapere che loro lo sanno. Quello che verrà che verrà”.

Sabina Comba

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