(Adnkronos) -
"L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti". Donald Trump non si sta occupando di Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico. E il ripescaggio dell'Italia non è minimamente nei suoi pensieri. Il presidente americano cade dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto. "Sono solo speculazioni", dice Rubio. "Il problema con l'Iran non sarebbero i loro atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che vorrebbero portare con sé, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aggiunge. "Non vorremmo penalizzare gli atleti".
La voce su un possibile ripescaggio dell'Italia, con il conseguente forfait dell'Iran, si è diffusa con forza sempre maggiore dopo le parole di Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, che ha rivelato al Financial Times di "aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali". La risposta di Trump ai media fa chiarezza.
In ogni caso, nel corso della giornata, l'ipotesi era stata scartata categoricamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Non penso sia una cosa possibile", ha detto a margine del premio Città di Roma, "in più, come seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Non penso sia opportuno un ripescaggio al Mondiale. Ci si qualifica sul campo".
A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.
L'ambasciata di Teheran a Roma ha preso subito posizione: "Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", ha scritto su X, "l'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche - prosegue il post - Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".
A intervenire sulla questione era stato nei giorni scorsi anche il ct dell'Iran Amir Ghalenoei: "Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", aveva detto all'agenzia tedesca Dpa.
Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: "Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione".
Cosa succederebbe se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa era stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.
L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.
Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 sarebbe a totale discrezione della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria.
Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.
Al momento però è difficile definire l'orizzonte temporale dell'eventuale decisione della Fifa. Molto, come già detto, dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. Una decisione in ogni caso non potrebbe arrivare a ridosso del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.














