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Attualità | 06 aprile 2026, 12:04

A Vigone quest’anno Tuliprensia ospita l’aiuola del Centro Diurno Pegaso

Il programma di preparazione del percorso e di piantumazione dei bulbi è iniziato a metà ottobre

A Vigone quest’anno Tuliprensia ospita l’aiuola del Centro Diurno Pegaso

Sono 80mila i bulbi nel campo di tulipani a Vigone, dove l’azienda agricola di Michelangelo Avaro di via Fasolo 20 ripropone per il secondo anno consecutivo ‘Tuliprensia’. I ragazzi del Centro Diurno Pegaso hanno contribuito occupandosi della realizzazione di un’aiuola.

“Questa iniziativa l’anno scorso penso sia stata un successo per Vigone, perché ha portato in paese circa 5mila persone, quindi è stato importante anche per le attività locali. Non mi aspettavo arrivassero così tante persone più da lontano che da qui vicino, ad esempio milanesi e liguri”, spiega Avaro.

Un nuovo colpo d’occhio colorato

Questo successo della prima edizione ha spinto a riproporre il progetto. “Il percorso che ho creato l’anno scorso, quando ho lanciato l’iniziativa, l’ho rimosso. Abbiamo rifatto tutto nuovo, per cambiare la disposizione e offrire qualcosa di nuovo da vedere.” Fino a fine fioritura si potrà passeggiare tra le sculture intagliate nel legno realizzate da Avaro e tra i tulipani, portandosene a casa due, al costo di 5 euro, nei seguenti orari: domenica dalle ore 9 alle 19, da lunedì a sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19.

Un impegno socializzante a 56 mani

Novità importante del 2026 è il supporto di ragazzi Centro Diurno Pegaso, accompagnati dalle educatrici Barbara Marchisio e Simonetta Gouchon. Avaro ha messo a loro disposizione il terreno e ha preparato i bulbi. “Tutte le 28 persone inserite nel nostro servizio, sono state coinvolte nel progetto ma non tutte hanno potuto esserci per la parte pratica. Abbiamo piantato i bulbi nell’aiuola a metà ottobre circa, suddividendo il lavoro di messa in terra in due giornate con piccoli gruppi per far sì che la maggior parte delle persone potesse partecipare. Nel mese di marzo invece siamo andati, sempre con un gruppetto, a ripulire l’aiuola, curiosi di vedere se i tulipani iniziavano a spuntare”.

Tutto è nato dopo aver visitato Tuliprensia l’anno scorso. “Siamo rimasti colpiti dalla bellezza dell’iniziativa. Avendo visto che la scuola di Vigone aveva a disposizione delle piccole aiuole dove i bambini hanno potuto piantare i loro bulbi e successivamente andare a raccoglierli, abbiamo pensato di chiedere la possibilità di avere anche noi un nostro spazio, che Michelangelo ci ha prontamente concesso.” È stato così preparato un progetto condiviso con tutte le famiglie delle persone inserite: “Hanno aderito partecipando con un contributo destinato all’acquisto dei bulbi, procurati dal signor Avaro direttamente dall’Olanda. Il 2 aprile siamo andati per la prima volta a raccoglierli in azienda e torneremo dopo Pasqua.”

Per i ragazzi è stata un’esperienza molto importante per imparare a lavorare la terra e prendersi cura di uno spazio verde in un contesto diverso dalla quotidianità del Centro. “Ci siamo molto divertiti, è stato un po’ magico piantare i bulbi nella terra, pensare che si stavano riposando durante l’inverno lì nascosti e come in un incantesimo di una fiaba vederli trasformati e vestiti in meravigliosi abiti dai variopinti colori brillanti e sgargianti. Alcuni di noi non avevano mai fatto questo tipo di esperienza a diretto contatto con la terra, sporcandosi, indossando stivali e maneggiando attrezzi da lavoro come rastrello e zappa”, raccontano Carlo, Francesca, Teresa, Luca, Alex, Michele, Sara, ragazzi e ragazze della redazione del mensile dove il Centro Pegaso si racconta, parla degli eventi che lo coinvolgono sul territorio e si occupa di giornate mondiali e di interviste a tema.

Fondamentale per loro è stato l’aver avuto la possibilità anche di conoscere questa realtà in una situazione socializzante e la gratitudine per la famiglia Avaro non è solo per questa opportunità: “Michelangelo Avaro ci ha donato una meravigliosa targa intagliata da lui personalmente nel legno che riproduce Pegaso, il cavallo alato, e che ora è posizionata nell’aiuola. Non vediamo l’ora di poter partecipare alla terza edizione”.

Sabina Comba

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