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Economia e lavoro | 24 marzo 2026, 07:00

Come può un’azienda distinguersi nell’era dell’AI?

L’intelligenza artificiale è riuscita, in poco più di tre anni, a rivoluzionare l’approccio al lavoro (quasi) da zero.

Come può un’azienda distinguersi nell’era dell’AI?

Ormai non conta più tanto quello che si fa, ma ciò che c’è dietro a ogni processo, quel contributo emotivo che i tool non sono in grado di replicare (almeno per ora).

Al primo impatto, però, è normale lasciarsi prendere dallo sconforto e pensare che sia difficile, se non impossibile, distinguersi come azienda fra i numerosi concorrenti presenti online.

La risposta è sì, è possibile riuscirci, a patto di considerare alcuni suggerimenti pratici, molti dei quali semplici, che spostano l'ago della bilancia.

Merchandising mirato

Nulla come il merchandising è in grado di aiutare un’azienda a distinguersi dalla concorrenza, a prescindere dal settore in cui opera.

Oggetti, accessori e capi di abbigliamento, infatti, entrano nelle vite delle persone raccontando storie che vanno al di là dei contenuti tutti pressoché uguali e a loro modo le migliorano grazie all’utilità pratica.

Attenzione, però: se si ha intenzione di integrarli in una strategia di brand awareness, vanno scelti con buonsenso. Ormai non è più possibile essere uno fra i tanti quando si parla di merchandising aziendale.

Necessario è focalizzarsi bene sui valori del brand e cercare, per quanto possibile, di richiamarli attraverso i gadget.

La selezione dei fornitori deve quindi essere minuziosa: se si è scelto di legare la propria immagine alla vera sostenibilità è bene, nel caso dell’abbigliamento personalizzato, rivolgersi a portali che, come https://weloco.it/, sono famosi per l’utilizzo di materie prime certificate e amiche dell’ambiente.

Così facendo, sarà più facile rimanere impressi nella mente dei propri stakeholder come realtà che ha intenzione di lasciare un segno tangibile e unico e di migliorare il mondo.

Roadmap dettagliata

Gli strumenti di AI generativa vanno adottati in azienda, da qui non si scappa. Sono diversi gli studi che hanno dimostrato come chi ha già iniziato da tempo – i cosiddetti early adopters – sia in una posizione di vantaggio.

Per procedere senza compromettere la propria competitività, però, è necessario lavorare con in mano una roadmap dettagliata.

Con questo approccio, che prevede anche un focus specifico sugli obiettivi, diventa più semplice cavalcare il cambiamento avendo le idee chiare sul suo effettivo impatto sull’organismo che è l’azienda.

Costruire una cultura

Le aziende che vogliono adottare gli strumenti AI senza smettere di essere competitive devono, per forza di cose, lavorare all’introduzione di un cambiamento che non è tecnologico, ma culturale.

Ciò vuol dire massimizzare davvero l’investimento e puntare a migliorare competenze AI driven come la capacità di comunicare con gli llm e di trovare la giusta quadra fra i loro ouput, basati sui dati, e quelli dell’ingegno umano che, invece, vedono in primo piano strumenti come l’intuito.

Ritorno alle origini

Abbracciare il cambiamento portato dall’AI nella propria azienda rimanendo competitivi vuol dire anche ritornare alle origini.

I tool possono elaborare output perfetti dal punto di vista tecnico, ma non hanno anima, non conoscono il perché alla base di tutto.

Cercare informazioni in merito, andando a ripercorrere la storia dell’azienda attraverso strumenti preziosi come possono essere i diari del fondatore, interviste o altre testimonianze, è fondamentale per ritrovare quella passione e quel coraggio che hanno portato alla creazione di qualcosa di concreto.

Per chi vive in prima persona l’impegno quotidiano di far crescere un’azienda che ha fondato, una buona idea può essere quella di dare vita a un format online, su Instagram o su YouTube, in cui si raccontano dettagli inediti, anche scherzosi o commoventi, della storia aziendale.

Percorsi di formazione innovativi

Gli strumenti AI ci hanno cambiato la vita in meglio per tanti motivi. Uno di questi riguarda la liberazione di tempo che, in passato, era dedicato a compiti ripetitivi.

Il rovescio della medaglia? Il rischio di mettere da parti le proprie doti creative.

A tal proposito le aziende possono fare tantissimo per distinguersi dai competitor.

Un’idea che fa la differenza prevede il fatto di introdurre i propri collaboratori a percorsi che permettono di allenarle anche in maniera insolita.

Un esempio su tutti? I corsi di pittura steineriana, che si basano, attraverso il ricorso agli acquerelli, sull’analisi del colore nella sua potenza emozionale, al di là del segno in sé.

Anche workshop di scrittura a mano, che permettono di allenare pensiero laterale e pazienza grazie al focus sul corsivo e sulla libertà espressiva.

Puntare sul brand

Ultimo ma non meno importante suggerimento è quello di puntare sul brand.

Attraverso l’enfasi sui già citati valori e sulla scelta di mettere a disposizione in maniera in parte gratuita il proprio sapere, è possibile dimostrare di essere sul mercato non per fare semplicemente soldi, ma per contribuire, tenendo fermi determinati obiettivi e paletti, a cambiare in meglio il mondo.





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