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Economia e lavoro | 26 gennaio 2026, 10:02

Mercosur, ma non solo, il mondo agricolo contro la concorrenza sleale: “A rischio carne, frutta e riso”

Mecca Cici: “Meno controlli abbassano i prezzi, ma mettono anche a rischio la salute”. Prandini: “Non vogliamo essere sempre il settore sacrificato”

Il Mercosur, ma non solo. L’agricoltura torinese e piemontese si sente a rischio e leva gli scudi contro la concorrenza sleale.

A pesare, come una spada di Damocle, l’accordo in discussione in Europa con il Mercosur, che rischia - dicono agricoltori e allevatori - di spalancare le porte a prodotti meno controllati, meno costosi, ma anche meno sicuri.

Rischio prezzi e salute

“Torino rischia una concorrenza sleale dal Sud America su voci come la carne bovina. Per noi è un’eccellenza - dice Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino -, ma non dimentichiamo l’ortofrutta. Questo ampliamento commerciale sfavorirà il mondo agricolo e siamo stufi di essere sempre quelli sacrificati. Avere trattati commerciali è importante, ma serve reciprocità nelle regole e nelle leggi: chi non le rispetta abbassa il prezzo e influenza il mercato, ma soprattutto rappresentano un rischio per la salute dei consumatori”.

Serve reciprocità 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il resto della regione. “Chiediamo reciprocità, protezione dei nostri prodotti e l’indicazione in etichetta per ciò che arriva dall’estero. Non solo il Mercosur, ma anche il riso del Sud Est Asiatico. Pensiamo alla carne Fassona, così come latte, cereali e riso carnaroli e arborio”, aggiunge Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte.

“Vogliamo la tutela della piccola produzione e dei prodotti locali, la cui eccellenza è una tipicità unica nelle esportazioni. Abbiamo ottenuto 730 milioni con la Pac in Europa. Avevamo un deficit che poteva essere di 9 milioni e la mobilitazione è servita”.

Diritti del cittadino

“Dobbiamo preservare i diritti del cittadino e le nostre mobilitazioni continueranno fino a quando sarà necessario”, conclude Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti.

“La difficoltà nella quale ci troviamo oggi nel dialogo con le istituzioni europee, penso a Ppe e socialisti, si sta un po’ utilizzando l’agricoltura come merce di scambio per sostenere altri settori - prosegue -. Noi non vogliamo disperdere i nostri valori e non vogliamo che l’agricoltura sia svenduta, come invece vorrebbe uno Stato come la Germania che pensa di svendere un settore in cui non si distingue per promuovere magari l’industria pesante”.

Massimiliano Sciullo

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