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Ultim'ora | 22 gennaio 2026, 00:05

Ucraina, doppio fronte nei negoziati: Trump oggi vede Zelensky, Witkoff da Putin a Mosca

Ucraina, doppio fronte nei negoziati: Trump oggi vede Zelensky, Witkoff da Putin a Mosca

(Adnkronos) - Risolto il giallo dell'incontro tra Donald Trump e Voloydmyr Zelensky a Davos. Il colloquio tra i presidenti di Ucraina e Stati Uniti si svolgerà oggi 22 gennaio, secondo quanto chiarito dallo stesso Trump che inizialmente lo aveva annunciato per ieri. Ma ieri Zelensky si trovava a Kiev, come precisato dalla presidenza ucraina. 

Se si considera che oggi il presidente russo Vladimir Putin a Mosca riceve gli emissari di Trump - Steve Witkoff e Jared Kushner - non è azzardato affermare che le prossime ore si presentano come uno snodo chiave nel complicato percorso per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, in corso ormai da 4 anni. 

 

Washington e Kiev dialogano da settimane per definire il piano di pace in 20 punti: come dichiarato da Zelensky, c'è una sostanziale intesa sulle garanzie che l'Ucraina chiede nello scenario post-conflitto. Manca, invece, la fumata bianca sulla questione territoriale: il Donbass, obiettivo primario del Cremlino, rimane il nodo principale. Kiev non accetta sacrifici territoriali senza l'approvazione della popolazione attraverso un referendum. 

 

Nel corso del suo intervento al World economic forum, il capo della Casa Bianca ha ribadito la convinzione che Putin "voglia fare un accordo". Se Putin e Zelensky non arrivano a un accordo significa che "sono stupidi", ha detto senza mezzi termini Trump, parlando in Svizzera delle prospettive di pace per l'Ucraina e ribadendo di aver pensato che "sarebbe stato più semplice" risolvere il conflitto tra Mosca e Kiev. "Non è con tanto odio che si raggiungono gli accordi - ha sottolineato il presidente americano - Quando Zelensky è disposto a farlo, è Putin che vuole di più". 

Detto questo, rivolgendosi dal palco di Davos all'inviato speciale Witkoff, responsabile del dossier, il presidente Usa ha affermato: "Siamo ragionevolmente vicini a un accordo". Quello che sta succedendo lì "è un bagno di sangue", ha ribadito, e "se non riescono a raggiungere un accordo, sono stupidi!", ha scandito il capo della Casa Bianca. 

Trump ha di nuovo messo in chiaro che "sta all'Europa risolvere la guerra in Ucraina, non agli Stati Uniti". "Lavoro sulla guerra in Ucraina da un anno, ho risolto nello stesso periodo otto guerre - ha rivendicato - Putin mi ha chiamato per dirmi che non riusciva a credere che avessi risolto il conflitto tra Armenia e Azerbaigian in un giorno, mentre lui ci stava lavorando da dieci anni".  

 

Witkoff sarà a Mosca insieme al genero di Trump, Jared Kushner. "Dovremmo incontrare Putin. La Russia ha richiesto l'incontro - ha fatto sapere Witkoff - Penso che si tratti di un segnale importante da parte della Russia. E credo che tutti, ho la sensazione che tutti vogliano la pace".  

Putin ha "previsto in agenda" di incontrare oggi a Mosca l'inviato statunitense, ha riferito alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, confermando quanto annunciato da Witkoff a margine del Forum di Davos. L'inviato di Trump è ormai una presenza abituale a Mosca: sarà al Cremlino per la sesta volta, l'incontro con Putin sarà il settimo complessivo. Witkoff, infatti, ha visto il presidente russo anche ad Anchorage, in Alaska, nel summit andato in scena il 15 agosto. 

 

In Italia, intanto, è passato, nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera, l'emendamento della maggioranza al decreto aiuti a Kiev che modifica testo e titolo del provvedimento eliminando la parola 'militari' e introducendo la definizione 'di difesa civile'. La modifica era stata proposta dai deputati Zoffili (Lega), Ciaburro (FdI), Saccani Jotti (Forza Italia) e Carfagna (Noi moderati). Le opposizioni (compreso M5S) sono intervenute tutte in commissione per spiegare il no alla modifica. "Della questione politica parleremo, ma così si apre una questione giuridica che non possiamo ignorare, chiediamo l'intervento del presidente della Camera: se non mandate aiuti militari a che serve fare un decreto?", ha chiesto Enzo Amendola (Pd).  

Il voto al dl Ucraina, previsto per ieri, nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera è stato rinviato alla prossima settimana.  

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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