/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 07 gennaio 2026, 11:19

Mirafiori, basta un po' di 500 ibrida a rilanciare la produzione: +16,5%. Ma i sindacati rilanciano: "Sostituire il vuoto lasciato da Maserati"

Quello torinese è l'unico stabilimento in positivo. Uliano (Fim Cisl): "Ma è presto per essere soddisfatti, si tratta solo di una tendenza che parte da numeri molto bassi". In due anni, in Italia i volumi si sono dimezzati

La 500 ibrida spinge Mirafiori, ma è ancora presto per festeggiare

La 500 ibrida spinge Mirafiori, ma è ancora presto per festeggiare

Basta un po' di 500 ibrida a rilanciare i volumi di produzione di Mirafiori. Lo dicono gli ultimi dati diffusi dalla Fim sul totale del 2025 e le chiavi di lettura sono due: l'effetto positivo del nuovo modello portato a Torino con la fine di novembre, ma anche la condizione di enorme difficoltà in cui si trovava la fabbrica fino a quel momento, se basta un mese scarso di lavoro per passare dalle 25.920 unità realizzate nel 2024 alle attuali 30.202, con una crescita del +16,5%. In tutto, secondo i piani, sono state prodotte 4.580 unità della nuova vettura. Sempre più marginale la presenza di Maserati, ormai destinata a Modena: 140 esemplari di GranTurismo e GranCabrio.

Solo Mirafiori con il segno "più"

"Come avevamo stimato negli ultimi nove mesi, le produzioni complessive di Stellantis sono in peggioramento  - dice il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano - con un calo del 13,5% dei veicoli commerciali e del 24,5% delle automobili. Siamo sotto quota 380mila, ovvero 379.706 e un calo del 20%. Non si vedevano così pochi esemplari di automobili da quasi 70 anni: era il biennio 1954-55, con 230.988 vetture. Poteva andare anche peggio, se non fossero state lanciate le nuove produzioni di Mirafiori e Melfi (con la Jeep Compass), visto che dopo 9 mesi del 2025 il calo era addirittura del 30%".

Solo Mirafiori, dunque, registra un dato positivo rispetto al 2024. "Ma non possiamo essere troppo ottimisti, visto che sta risalendo dopo numeri di netto calo: è un dato di tendenza, ma restano volumi ridotti", aggiunge Uliano. Gli altri siti mostrano perdite a doppia cifra, comprese tra il –13,5% di Atessa e il –47,2% di Melfi. E in meno di due anni, le produzioni italiane di Stellantis si sono dimezzate, visto che nel 2023 si erano prodotti 751.384 veicoli, "nonostante nei tavoli ministeriali fosse stato indicato l’obiettivo di 1 milione di unità", dice il segretari Fim Cisl.

Riempire il vuoto del Tridente

Tornando allo storico stabilimento torinese, Uliano sottolinea come - nonostante i numeri positivi - il sindacato continua a ribadire che "l’area produttiva liberata dalle Maserati deve essere assolutamente saturata con nuove produzioni, al fine di garantire continuità industriale e occupazionale allo stabilimento.  La nuova revisione della normativa europea introduce una serie di vantaggi per la produzione di auto elettriche prodotte in Europa di piccole dimensioni (fino a 4,2 metri) aprendo a nuove opportunità produttive per Mirafiori e per gli stabilimenti Italiani".

Superare la cassa integrazione

E aggiunge: "L’avvio della produzione della 500 ibrida rappresenta un risultato concreto delle azioni sindacali messe in campo e costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento della missione produttiva di Mirafiori. In poco più di un mese sono state prodotte 4.580 unità, un volume pressoché in linea con quanto dichiarato da Stellantis. Questo ha consentito di invertire il trend negativo registrato fino al terzo trimestre del 2025 rispetto al 2024 - prosegue Uliano -. Se la crescita dei volumi venisse confermata, sarà possibile superare progressivamente la fase di cassa integrazione. Il Gruppo ha già annunciato l’avvio di 400 nuove assunzioni a febbraio e l’attivazione di un secondo turno di produzione a partire da marzo 2026. L’obiettivo produttivo indicato da Stellantis per il 2026 è di circa 100.000 vetture".

Uliano: "Un  piano industriale per Mirafiori"

In conclusione, pur alla luce dei numeri in crescita, "resta per noi indispensabile la definizione di un piano industriale strutturato su Mirafiori, che consenta di rilanciare stabilmente produzione e occupazione, dopo anni segnati da continue uscite di personale. Nel 2027 è previsto l’arrivo di una nuova 500 elettrica equipaggiata con batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e, anch’essa destinata a essere prodotta a Mirafiori".

Nell'attesa, il contratto di solidarietà resta attivo fino al 31 gennaio 2026 ed è utilizzato al 40% dai circa 1.000 lavoratori impegnati sulla produzione della 500 BEV. Nel corso dell’anno, inoltre, diversi lavoratori sono stati distaccati sulla produzione del cambio elettrico eDCT.

"E' necessario anticipare il piano industriale - conclude Uliano -: anticiparlo il più possibile con un rafforzamento che preveda maggiori investimenti e nuovi modelli, dunque anticipando anche i lanci produttivi che sono già stati ipotizzati". "Questo dovrebbe essere facilitato anche dall'apertura della Ue sulla neutralità tecnologica: passo importante, ma non ancora sufficiente. Ma costruisce indubbiamente il tema della sostenibilità sociale che si accompagna a quello della sostenibilità industriale".

Comau e Teksid

Situazioni e andamenti diversi per Comau e Teksid. Nel primo caso, dopo che a fine 2024 si è completata l’operazione che ha portato One Equity Partners ad essere l’azionista di maggioranza, da giugno 2025 l’azienda ha aperto la cassa integrazione che, a detta di Fim, "sta incidendo tantissimo su tutto il manufacturing e da novembre 2025 si è estesa a tutta l'azienda a causa di mancanza di ordini. C’è molta preoccupazione per  le prospettive dei volumi del 2026. Come sindacato chiederemo entro gennaio un incontro con la proprietà e le strutture territoriali e nazionali per verificare lo scenario del nuovo anno e dare rassicurazioni ai lavoratori di Grugliasco".
Per la fonderia di Carmagnola, invece, "le produzioni sono tutte dedicate alla componentistica, testa cilindro e basamento, relativa ai motori endotermici. Rimane il Polo di eccellenza dell’alluminio del Gruppo con l’obiettivo di compensare le produzioni in fase di riduzione, con nuove produzioni di componentistica più leggera richiesta dalle trasformazioni in corso nelle autovetture elettriche. E’ indispensabile un monitoraggio continuo e di verifica rispetto ai reali impatti occupazionali e soprattutto per avere risposte certe rispetto alle prospettive future". 
 

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium