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Attualità | 12 settembre 2021, 11:24

Finora ha soccorso gli scalenghesi, ora è Ca’ Nosta a chiedere aiuto

È partita la raccolta fondi per la prosecuzione delle attività del centro inaugurato a febbraio in via Cavour. A ottobre, infatti, scadrà il finanziamento regionale che ne aveva permesso la nascita

L’incontro con la psicologa Silvia Salese a Scalenghe

L’incontro con la psicologa Silvia Salese

Era stata inaugurata a febbraio grazie a un contributo regionale di circa 80.000 euro e al cofinanziamento del Comune di Scalenghe di circa 20.000, ora però, per guardare al futuro, Ca’ Nosta ha bisogno dell’appoggio economico di tutta la cittadinanza. “Il finanziamento della Regione scadrà a ottobre 2021 e seppure il Comune e l’associazione A.VO.S. abbiano la volontà di portare avanti le attività promosse fino ad oggi, le risorse disponibili non sono sufficienti per coprire tutte le spese – dichiara Chiara Amparore, una delle educatrici attive a Ca’ Nosta –. Per questo abbiamo attivato una raccolta fondi tra la cittadinanza”.

In via Cavour 24, il centro è dedicato alla socialità, scambio intergenerazionale, e al supporto a situazioni fragilità sul territorio comunale. Con il passare dei mesi sono aumentati i servizi a disposizione per i cittadini: “Mano a mano che si procedeva con le attività, nuove persone si sono rese disponibili per attivare dei servizi ulteriori – racconta Amparore –. Così è nato, ad esempio, lo sportello legale e i ragazzi che frequentavano l’aula studio hanno cominciato ad affiancare gli insegnanti nell’attività di aiuto compiti dei 15 bambini seguiti”.

Ora però questo circolo virtuoso rischia di essere interrotto se non saranno raccolte le risorse necessarie, per questo motivo è partita la raccolta fondi, dal nome ‘Il poco di tanti può fare molto’. Per contribuire è possibile fare un versamento sul conto di A.VO.S. (Associazione volontari scalenghesi) all’iban IT 42 L 02008 30010 000020089094 oppure lasciare direttamente un’offerta nei locali di via Cavour 24. “Le risorse così raccolte andranno a coprire tutti i costi necessari al funzionamento di Ca’ Nosta – dichiara Marco Gibello, un altro educatore del centro – come l’affitto, le utenze, l’organizzazione di eventi, le borse alimentari che distribuiamo a chi ne ha bisogno e le attrezzature d’ufficio. Inoltre serviranno a garantire continuità ai professionisti coinvolti: educatori e operatore socio sanitario”.

Elisa Rollino

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