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Cronaca | 10 giugno 2021, 14:45

Sabato marcia No Tav: "Lottiamo per difendere la nostra terra"

Appuntamento alle 14 nella piazza del mercato di Bussoleno, da dove si partirà per San Didero

Marcia No Tav (immagine di repertorio)

Marcia No Tav (immagine di repertorio)

Continuiamo a lottare per difendere la nostra terra”: è questo lo slogan della tradizionale marcia popolare No Tav, che torna sabato. L’appuntamento è fissato alle 14 nella piazza del mercato di Bussoleno, da dove si partirà insieme in direzione San Didero.

"Con pandemia necessario riportare al centro priorità come sanità e istruzione"

In un momento storico difficile come questo della pandemia, -spiegano – che ha messo in luce la grave situazione della nostra sanità pubblica, depredata da anni di tagli al sistema sanitario anche in favore di grandi opere come la Torino – Lione, è importante riportare al centro quelle che sono le vere necessità della popolazione e dei territori: sanità, istruzione, reddito, cura dei territori e delle infrastrutture esistenti”.

"No alla militarizzazione del territorio"

L’appello, lanciato dagli attivisti contro l’opera, è quello di “scendere in piazza” e marciare “per dire che non accettiamo la militarizzazione del territorio, che non accettiamo le forze di polizia in assetto di guerra. Che non accettiamo la finta di fare una ferrovia, per togliere i tir dalle strade, e regalare alla Sitaf un nuovo autoporto per aprire anche la seconda canna del traforo autostradale del Frejus, spostando in valle di Susa anche il traffico che oggi passa dal Monte Bianco”. Un’opera, aggiungono, che “non avrà mai un saldo positivo di emissioni di CO2”.

Sabato al corteo Sinistra Europea e Rifondazione Comunista: "Stop alle opere inutili"

E sabato alla manifestazione parteciperanno anche rappresentanti della sinistra ambientalista. “Ci saremo – chiariscono Paolo Ferrero di Sinistra Europea ed Ezio Locatelli di Rifondazione Comunista - per ribadire la richiesta di uno stop immediato alla realizzazione di grandi opere inutili che distruggono l’ambiente e il territorio, fonte di spreco di enormi quantità di denaro pubblico”. “Un’altra idea di mobilità e di sviluppo è possibile” concludono.

Cinzia Gatti

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