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Politica | 21 gennaio 2021, 17:32

“Le valli Chisone, Germanasca e Susa non sono ‘olimpiche’, ma ‘occitane’”

La presa di posizione dell'Assemblada Occitana Valades, che è nata in Italia nel febbraio del 2020

Bandiera occitana

“Indicare solo come ‘Valli olimpiche’ le valli Susa, Chisone e Germanasca è un’affermazione scorretta storicamente. Il termine adatto è ‘Valli occitane’". A prendere posizione su una questione, che non è puramente nominale è l'Assemblada Occitana Valades. Quest’ultima è un’associazione politica, che nasce Oltralpe nel 2016 e il 17 febbraio 2020 ha messo le radici anche in Piemonte.

“I nostri modelli sono l’Assemblea nacional catalana e il Mao, il Movimento autonomista occitano degli anni Settanta” spiega Matteo Pepino, uno degli esponenti del gruppo.

L’obiettivo è rivendicare la storia e la tradizione occitana e l’autonomia di quella regione che sta tra Francia, Spagna e Italia, e include le vallate piemontesi dal Cuneese alla Val di Susa.

“Ci siamo accorti che si fanno iniziative storiche e culturali, ma mancava un versante politico” spiega Pepino. In questa cornice si inserisce la presa di posizione su termini come le ‘Valli olimpiche’: “Le Olimpiadi si sono tenute solo nel 2006 mentre la cultura occitana che si vive dalla val Pesio fino alla valle Susa è millenaria. Noi crediamo nelle indispensabili sinergie tra le vallate occitane e ci opponiamo a ogni tentativo di "marchiarle", in base ad un singolo evento che, pur importantissimo sotto il profilo dello sport e del turismo, non è di certo l'anima millenaria dei nostri luoghi” ribadiscono dall’Assemblada, che per il 26 gennaio lancia l’invito a esporre la bandiera dell’Occitania sui balconi di casa.

Marco Bertello

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