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Cronaca | 12 gennaio 2021, 13:54

Cumiana: licenziato a un anno dall’incidente sul lavoro

La Fim-Cisl impugnerà il provvedimento che la Fibro ha preso per un suo dipendente di Piossasco

Cumiana Fibro

Un anno fa l’incidente sul lavoro e ora un licenziamento che secondo lui è ingiusto, perciò la vicenda di L.T., 50enne di Piossasco, finirà in Tribunale con il sostegno della Fim-Cisl.
Secondo il sindacato non ci sono gli estremi per il provvedimento preso dalla Fibro di Cumiana.

In strada Torino 37 c’è lo stabilimento che opera nel settore automotive e produce cappelliere e tendine da sole. La Fibro è una realtà internazionale con 790 dipendenti che fa parte del gruppo Läpple. A Cumiana lavorano un centinaio di persone.

L.T. è entrato in azienda circa 5 anni fa, nel 2016, tramite agenzia interinale, poi a dicembre 2018 è stato assunto con contratto a tempo indeterminato. Ma il 7 novembre viene investito sulle strisce pedonali da un carrello elevatore e finisce al Pronto soccorso di Pinerolo, con una prognosi di 7 giorni. “Il 12 novembre la Fibro gli recapitava una lettera di contestazione in cui gli si attribuiva la responsabilità dell’incidente che aveva generato il suo infortunio. Il lavoratore chiedeva a quel punto l’assistenza sindacale di Fim-Cisl di Torino ed al rientro dall’infortunio presentava le sue giustificazioni che la Fibro accoglieva, cosciente anche delle verifiche fatte dagli organi competenti” spiega il sindacalista Nicolò Infantino.

La vicenda però non si chiude lì e la direzione aziendale sposta il lavoratore in un altro settore a inizio settembre. “Con la nuova lavorazione L.T. avverte dolori forti agli arti superiori e alle gambe e chiede una visita medica, che viene svolta il 19 ottobre, salvo poi ricevere il certificato d’idoneità alla mansione specifica manualmente dalla direzione del personale il 3 dicembre, dopo un sollecito e la richiesta di un’altra visita”. Nel frattempo arrivano altre due contestazioni di lavorazioni mal eseguite, “sempre per la stessa lavorazione e dallo stesso cliente” precisa Infantino.

Alla luce di queste contestazioni, l’azienda decide di licenziare il 5 gennaio il lavoratore per motivo soggettivo, ma la Fim ha dato mandato a un avvocato per impugnare il provvedimento in Tribunale. Dall’azienda intanto attendono la citazione per valutare come muoversi.

Marco Bertello

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