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Attualità | 07 dicembre 2020, 20:40

Il Pinerolese perde Genre, il suo instancabile ‘tremolino’

Era tra i fondatori dell’associazione per la sensibilizzazione sul tema del Parkinson, “le sue risorse erano notevoli: si spendeva per gli altri e prendeva tutto con filosofia”

Genre a una conferenza a del 22 febbraio a Pinerolo (secondo da destra)

Genre a una conferenza a del 22 febbraio a Pinerolo (secondo da destra)

La sua volontà divulgativa sembrava inarrestabile, la sua intelligenza gli permetteva di parlare anche della malattia con autoironia, sfatando i tabù attorno al Parkinson. Guido Genre è mancato nella mattina di oggi, lunedì 7 dicembre, a causa di un tumore. Era stato uno dei fondatori dell’associazione ‘itremolini’ attiva nella sensibilizzazione sul Parkinson, malattia con cui Genre conviveva.

Negli ultimi anni viveva alla Casa dei Professori di Torre Pellice ma per molto tempo è stato residente nella frazione di Luserna a Luserna San Giovanni e a Lusernetta dove ha collaborato con il Comune e le scuole. “Con Guido ci conoscevamo da molti anni, era un persona splendida. Abbiamo condiviso la passione per l’hockey, sport dei nostri figli. Mi dispiace moltissimo, sono vicino ai figli e alla famiglia” dichiara il sindaco di Luserna San Giovanni, Duilio Canale.

Sessantaseienne, con le manifestazioni de ‘itremolini’, Genre è stato attivo fino a poco tempo fa. Subito dopo il lockdown, ad esempio, a Luserna San Giovanni avevano organizzato un incontro dell’associazione. “Le sue risorse erano notevoli: si spendeva per gli altri e prendeva tutto con una certa filosofia – racconta Canale –. La sua intelligenza era profonda e si esprimeva nel suo spirito autoironico e autocritico”.

È stato anche uno dei ‘libri’ più gettonati tra quelli in prestito durante la Biblioteca vivente organizzata dalla Biblioteca ‘Carlo Levi’ di Torre Pellice. “Lui come titolo per se stesso avrebbe voluto ‘Tremo ma non mollo’ ma avevamo dovuto ripiegare su un altro che seguisse le linee guida per i titoli – racconta Alessandra Quaglia, responsabile del servizio bibliotecario –. Era un vulcano: grande la sua voglia di vivere e di raccontare di sé per sfatare il tabù del Parkinson in modo delicato”. Al di là della manifestazione, per la biblioteca era una presenza costante: “Me lo ricordo arrivare con la sua pipa in bocca, in bicicletta o a piedi. Incontrarlo è uno dei regali più grandi che mi ha donato questo mestiere”. Recentemente Genre aveva scritto anche un libro per bambini e questa estate si era mosso per organizzare delle presentazioni in biblioteca a Torre Pellice e al Museo dell’Emigrazione di Frossasco.

Originario della Val Germanasca, Genre era stato impiegato di banca ma poi aveva seguito la sua vocazione per il sociale: “Aveva iniziato così a lavorare per le strutture della Diaconia valdese – spiega Canale –. Mentre negli ultimi tempi aveva gestito il distributore di benzina di via Primo Maggio”.

Elisa Rollino

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