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Economia e lavoro | 26 ottobre 2020, 12:08

Mirafiori e Grugliasco con la zavorra Covid: a settembre sfiorata solo la metà delle auto prodotte nel 2019

Il segretario nazionale Uliano "Importante la conferma dei 5 miliardi di investimento, ma li si faccia prima del matrimonio con Stellantis". Provenzano: "E dopo la fusione vogliamo un confronto sul futuro del Gruppo"

Mirafiori e Grugliasco con la zavorra Covid: a settembre sfiorata solo la metà delle auto prodotte nel 2019

Il Covid ha frenato il mondo dell'auto griffato Fiat Chrysler e i primi nove mesi mostrano una riduzione del 27% delle unità prodotte su scala nazionale (da oltre 631mila a poco più di 462mila circa): lo dice il report di Fim Cisl sui primi tre trimestri del 2020 per quanto riguarda gli stabilimenti italiani del Gruppo Fca. Una tendenza che ha ovviamente coinvolto anche Mirafiori e Maserati di Grugliasco, dove i dati di settembre superano a stento la metà di quanto fatto nel 2019."Ma è difficile fare raffronti con l'anno scorso alla luce delle difficoltà che abbiamo attraversato e che tutti conoscono, soprattutto per i blocchi nelle aree produttive - dice Ferdinando Uliano, segrtetario nazionale di Fim Cisl, responsabile del settore automotive - che ha influenzato non solo la produzione, ma anche il mercato e quindi la domanda". "E' andata meglio con la fine del lockdown, anche grazie agli incentivi che hanno stimolato un po' di ripartenza e questo ci lascia un minimo di ottimismo".

Per Mirafiori, con 2514 dipendenti (e Grugliasco con 1245, di cui circa 860 operai e il resto impiegati), in particolare, si è arrivati rispettivamente a 7313 e 3463 autovetture prodotte. Mentre sempre Maserati, a Modena, è rimasta ferma a zero. Impulso positivo, invece, è arrivato dalla 500 elettrica, che dopo un decennio ha azzerato la cassa integrazione portando alla piena occupazione. "Ma la partita dei consumi al momento lascia poco tranquilli, visto anche l'andamento del contagio e dei dpcm", aggiunge Uliano. "E' importante la conferma degli investimenti e che si faccia in fretta, prima ancora della conclusione della fusione verso Stellantis. Prima si metta in sicurezza quanto già pianificato, mettiamo fieno in cascina".

Il calo rispetto agli anni precedenti, comunque, sia per Grugliasco che per Mirafiori, è evidente. A settembre Grugliasco è arrivata a metà produzione del 2019 e Mirafiori va poco oltre (rispettivamente 6900 per Maserati e 12.210 per lo stabilimento storico di Torino). Cifre che già andavano dimezzando i volumi del 2018 e del 2017.
Vanno meglio (ma partivano da valori superiori, comunque dimezzati o quasi) gli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Melfi., che contano anche un numero decisamente superiore di lavoratori (rispettivamente 4.300, 4.481 e 7.200).

"Sul fronte occupazionale a Mirafiori abbiamo 270 nuovi ingressi, anche se a tempo determinato, oltre agli apprendisti e bisogna vedere se dopo la salita produttiva di questi giorni, con il doppio turno sulla 500, sarà confermata anche nel futuro", ammonisce Uliano. "E a Grugliasco c'è grande aspettativa con le nuove motorizzazioni che si stanno allestendo e che si spera possano dare impulso".

"La fine dell'ammortizzatore è una certezza, ma in tempi di incertezza globale questo non basta - aggiunge il segretario generale Fim di Torino Canavese, Davide Provenzano -. Si deve fare tutto per mettere in sicurezza gli investimenti e dunque stabilimenti e lavoratori del polo torinese. Dopo la fusione con Stellantis, vogliamo essere convocati per avere un confronto su quel che può riservare il futuro".

Intanto, in Europa la fusione sembra fare passi da gigante, visto che il via libera dell'antitrust europeo potrebbe arrivare a breve, mentre in origine era prevista entro il 2 febbraio.

Massimiliano Sciullo

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