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Cronaca | 06 settembre 2020, 12:04

Scontri No Tav-forze dell'ordine, ferito un agente della Digos

La scorsa notte momenti di tensione al cantiere di Chiomonte. Contusi tra i poliziotti, trovate bombe carta inesplose. Solidarietà agli agenti dall'assessore Ricca. Montaruli: "Serve un commissario straordinario"

Scontri No Tav-forze dell'ordine, ferito un agente della Digos

C'è anche un ferito negli scontri tra No Tav e forze dell'ordine che si sono registrati la scorsa notte al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. Si tratta di un agente della Digos. Altri contusi nel reparto della squadra mobile.

Attimi di forte tensione si sono registrati in Valle di Susa, dove in piena notte un gruppo di manifestanti si è avvicinato alle recinzioni che delimitano il cantiere del Tav. Alcuni di loro hanno anche cercato di tagliare il filo spinato intorno al cantiere, provocando la reazione della polizia che ha attaccato con lacrimogeni e idranti (LEGGI QUI).

Stando al racconto dei poliziotti coinvolti, l'ala più dura del movimento No Tav, quella cioè vicina al centro sociale Askatasuna e agli antagonisti, è partita dal presidio dei "Mulini" per poi attaccare la zona del nuovo "allargamento" del cantiere: prima appiccando un piccolo incendio bruciando una catasta di legna, immediatamente domato dagli agenti con l'uso delle manichette, poi con un fitto lancio di pietre e fumogeni. Trovate successivamente anche sette bombe carta inesplose.

Gli attacchi, come detto, sono stati respinti dalla polizia con idranti e lacrimogeni, con i manifestanti che hanno utilizzato scudi in plexiglass per difendersi dai getti d'acqua. I disordini sarebbero durati in tutto circa un'ora e mezza. La Digos sta ora cercando di ricostruire i momenti del blitz, identificando gli autori grazie ai filmati registrati dalle telecamere presenti nell'area.

"Solidarietà agli agenti feriti" è stata immediatamente espressa dall'assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca: "Non possiamo più tollerare - commenta - questi continui assalti ai cantieri dell'alta velocità che si portano immancabilmente dietro feriti tra le nostre forze dell'ordine. Protestare è un conto, ricorrere sistematicamente alla guerriglia un altro. Chi usa la violenza come costante strategia politica deve essere fermato dalle autorità".

“Quanto sta avvenendo in Val Susa è vergognoso - ha invece commentato la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli - Torna la guerriglia perché è tornato l’indecisionismo. Questo Governo non potendo stoppare l’opera la sta rallentando e c’è chi cavalca questo momento per intimorire. Se la solidarietà verso agenti e operai è massima, massima deve essere anche l’attenzione per reprimere ogni tentativo di attacco. Chiediamo un commissario straordinario della Tav".

"Lo scenario di guerra è sempre lo stesso che si ripete da anni e che nessuno è mai riuscito a cambiare: violenze e aggressioni da parte degli antagonisti No Tav (sassaiola, razzi e bombe carta) con il dichiarato intento di attentare all’incolumità delle forze dell’ordine", ha invece detto il segretario generale del Siulp di Torino, Eugenio Bravo. "La resistenza alla Tav, un'opera voluta dal Parlamento di uno Stato democratico, non è legittima e il Governo non può fingere che nulla succeda".

Daniele Angi

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