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Scuola e formazione | 27 luglio 2020, 13:14

Ritorno in classe alle superiori di Pinerolo: il problema del distanziamento sul bus

In Comune si è tenuto un primo incontro per cercare di dipanare l’intricata matassa

Ritorno in classe alle superiori di Pinerolo: il problema del distanziamento sul bus

I nodi sono diversi e ruotano attorno al distanziamento sociale da mantenere per la riapertura delle scuole. Il Comune di Pinerolo ha organizzato un incontro il 23 luglio, a cui hanno preso parte i Dirigenti scolastici delle secondarie di II grado e delle Agenzie formative, l’Agenzia Mobilità Piemonte, la Città metropolitana e le ditte Cavourese, Gtt e Sadem, che portano i ragazzi a scuola in città.

Per conto dell’Amministrazione pinerolese hanno partecipato l’assessore all’Istruzione Antonella Clapier e quello alla Viabilità Giulia Proietti.

Il nodo fondamentale è la difficoltà a mantenere il distanziamento sociale sui pullman. In passato i Comuni si erano già lamentati di mezzi imballati, che spesso lasciavano a piedi studenti (è successo a Cumiana, ma anche a Luserna San Giovanni, per fare due esempi).

Oggi con le norme attuali, andrebbero raddoppiate le corse, con un aumento di costi elevato, oppure la cancellazione di qualche servizio in altri orari. La richiesta delle ditte, comunque, è di poter caricare sui bus scolastici il numero omologato di ragazzi (che è superiore ai posti a sedere).

Su questa partita, molto dipenderà dalle decisioni del Comitato tecnico scientifico nominato dal Governo e dalle indicazioni statali, che potrebbero cambiare nel corso delle settimane.

In attesa di rivedersi il 24 agosto, per fare il punto, nella riunione si è iniziato a ragionare su come poter gestire il flusso di ragazzi in entrata e in uscita dalle scuole, soprattutto nella zona del centro studi di via dei Rochis, nei pressi di piazza Vittorio Veneto, di via Brignone e di via Marro.

Infine è emersa una proposta collegata alla difficoltà delle ditte di trasporto di misurare la temperatura corporea ai ragazzi e controllare le autocertificazioni sullo stato di salute: l’ipotesi è che si consideri valida la certificazione fornita alle scuole, che ha validità di un giorno.

Marco Bertello

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