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Cronaca | 22 maggio 2020, 18:58

A Pinerolo le videoricette del lockdown diventano materiale per la formazione a distanza

Il progetto del Cfiq “#iorestoincucina”, nato per “tener viva” la ristorazione del territorio, è diventato strumento didattico

A Pinerolo le videoricette del lockdown diventano materiale per la formazione a distanza

L’iniziativa è partita quasi per caso, dall’idea di mantenere la visibilità dei ristoratori del Pinerolese in un momento difficile e, con il passare del tempo, è diventata materiale per la formazione a distanza (Fad) degli alunni del Cfiq di Pinerolo.

«Durante il lockdown passavo molte ore al telefono a parlare con i ristoratori e mi è venuta l’idea di fare dei video con le loro ricette – racconta  Greta Braida del Consorzio per la formazione l'innovazione e la qualità –. Tutto è partito con la visualfoodist Sara Granero a cui ho chiesto qualcosa per i bimbi, poi c’è stata la cena a otto mani e da lì una serie di altri ristoratori si sono prestati all’iniziativa». Dal 28 marzo a oggi sono stati 21 i video postati sulla pagina Facebook del Cfiq, sotto l’hashtag #iorestoincucina, e si continuerà ancora nel mese di giugno.

Gli chef e i pasticceri hanno potuto mettere in mostra le loro ricette e ingolosire gli utenti, in vista del servizio a domicilio che molti hanno messo in piedi in queste settimane.

«Alla fine è diventato molto più di ciò che pensavamo» ammette Braida, che ha portato avanti il progetto con gli assistenti Alessandro Ghirardotti e Lia Bianco. I video infatti sono diventati materiale didattico per la Fad e c’è stata anche una soddisfazione per i protagonisti: «Le loro ricette sono state un modello che abbiamo fatto riprodurre ai nostri allievi».

L’iniziativa ha avuto successo nel settore, che ha coinvolto anche stelle Michelin e grossi nomi del mondo del bar, che stanno mandando i loro contributi: «Questi, però, non essendo legati al territorio, li useremo solo per la nostra didattica».

Il Cfiq in queste settimane ha potuto anche tastare il polso della situazione e l’umore di chi lavora nel mondo della ristorazione: «Prima c’era tanta paura e non ci si rendeva conto di quanto lo stop sarebbe effettivamente durato. Però c’era la voglia di non stare fermi e quindi collaborare al progetto, mandando ricette – tratteggia Braida –. Ora che da domani si può riaprire, seppur tra preoccupazioni e incertezze, c’è molto entusiasmo e qualcuno ha anche assunto personale».

Marco Bertello

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