Il Comune di Torre Pellice rivede gli scaglioni e le tariffe della mensa scolastica per renderla più accessibile e annuncia maggiori controlli su chi non paga. Questa è la decisione comunicata alle famiglie degli alunni dell’Istituto comprensivo Rodari dall’Amministrazione comunale. Decisione maturata dopo l’incontro svolto nelle settimane scorse con alcuni rappresentanti e tenuto conto dell’alto tasso di morosità del servizio mensa. “Abbiamo preso in analisi la proposta di un gruppo di rappresentanti di genitori di riformulare le fasce e le tariffe e al contempo abbiamo cercato una soluzione per ridurre la morosità, che già solo per l’anno scolastico 2024/2025 ammontava a 10.000 euro” annuncia la sindaca di Torre Pellice, Maurizia Allisio.
Assieme all’assessora alla scuola, Sara Tron, e all’assessore alle politiche sociali, Marco Ramotti, sono stati riformulati gli scaglioni e le corrispondenti tariffe. “Abbiamo ampliato le fasce in modo che alcune famiglie, il prossimo anno scolastico, potranno trovarsi a pagare di meno. Ad esempio, mentre prima la fascia A di reddito Isee che dava diritto all’esenzione del pagamento andava fino ai 2.500 euro, ora arriva ai 2.700” spiega Ramotti. Nella fascia B invece, che finora andava fino ai 4.500 euro, il prossimo anno scolastico rientreranno tutti quelli che non superano i 5.000.
Un intervento più complesso è stato dedicato alla fascia C, dove si concentrava il numero più alto di genitori che non pagavano: “Qui la morosità arrivava al 68%, di cui il 59% composto da grandi morosi, cioè da cittadini il cui debito superava i 100 euro” dettaglia Ramotti.
È stata quindi introdotta una ‘fascia cuscinetto’: “Prima la fascia C andava dai 4.500 agli 8.500 euro, a cui veniva applicata la stessa tariffa. Ora tale tariffa è stata conservata solo per la sottofascia C2, dai 7.001 ai 9.000 euro, mentre chi rientra nella sottofascia C1, dai 5.001 ai 7.000 euro, pagherà di meno” aggiunge Ramotti.
L’Amministrazione spera che così il costo della mensa diventi più accessibile per le famiglie: “Invitiamo comunque chiunque si renda conto di non poter pagare il servizio di rivolgersi ai servizi sociali, esistono forme di aiuto”.
Anche perché a partire dall’anno scolastico 2026/2027 chi non sarà in regola con i pagamenti degli anni precedenti non potrà iscrivere il figlio al servizio mensa: “Non solo, ci sarà un secondo controllo nel mese di dicembre per individuare eventuali situazioni di morosità maturate nel frattempo”.
Questa modifica delle fasce e delle tariffe Isee comporta un aumento dei costi per il Comune: “La stima è che la quota del servizio a carico dell’ente aumenti del 40%” ammette Ramotti.
I cambiamenti saranno in vigore dal prossimo anno scolastico.














