È un po’ il papà del curling pinerolese. E ora entra a gamba tesa sul caso dell’esclusione di Angela Romei dalla nazionale olimpica. Eros Gonin ha scritto una lettera indirizzata al Coni, alla Fisg e a Sport&Salute, puntando il dito contro il direttore tecnico dell’Italia delle bocce sul ghiaccio Marco Mariani, autore delle convocazioni olimpiche.
Gonin chiede se siano stati rispettati i codici etici dei tre enti, citando stralci in cui si parla di conflitti di interessi e di come prevenirli. Un riferimento alla convocazione di Rebecca, figlia di Mariani, al posto di Romei, che è stata giustificata con la necessità di dare una scossa alle azzurre. Gonin minaccia anche di andare avanti, se non riceverà risposte: “Mi riservo, fin d’ora, di attivare gli organi di competenza affinché vengano effettuate le opportune verifiche se i regolamenti non sono stati rispettati e se sono state compiute le dovute azioni di controllo”.
Un affondo importante su una vicenda che evidenzia come il mondo del curling pinerolese e piemontese negli ultimi anni sia stato messo ai margini da quello del Trentino-Alto Adige.
Nel 2006, Gonin con l’allora assessore Gian Piero Clement e il sindaco Alberto Barbero portavano a Pinerolo la scommessa del curling. Da lì è nata una tradizione che ha permesso di ospitare anche il Team Retornaz, la squadra maschile che è storicamente l’ossatura della nazionale. L’addio del Team Retornaz a Pinerolo è passato quasi sottotraccia a livello istituzionale, ma è stato l’inizio di una pagina di esclusione dal curling che conta. Il figlio di Gonin, Simone, olimpionico nel 2022, è uscito poco dopo dal giro della nazionale e, a 4 anni di distanza, tocca a un altro alfiere pinerolese, Romei.













