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Attualità | 20 gennaio 2026, 09:37

Dopo 40 anni Lusernetta ha il suo ‘piccolo’ gemello francese

Firmato il documento con Mont-Dauphin, che chiude una trafila iniziata negli anni Ottanta e sospesa per cause ignote

Maurino e Piaton dopo la firma del gemellaggio

Maurino e Piaton dopo la firma del gemellaggio

Per Lusernetta il 17 gennaio d’ora in poi sarà una data doppiamente importante: in concomitanza con la festa patronale di Sant’Antonio Abate, verrà ricordata anche per l’inizio ufficiale del gemellaggio con Mont-Dauphin, Comune francese del dipartimento Hautes-Alpes, avvenuto sabato scorso.

Un’unione avviata tra il 1985 e il 1986. “Nel 2014, quando la nostra Amministrazione si è insediata, archiviando le varie documentazioni precedenti, abbiamo trovato una formella, con scritto sopra ‘Mont-Dauphin’. Abbiamo cercato di capire cos’era, da dove arrivava e perché era lì” riepiloga il sindaco Alex Maurino durante l’incontro di sabato 17 gennaio, alle 14, nella sala consiliare del Comune di Lusernetta. Oltre a membri dell’Amministrazione comunale e a rappresentanti delle associazioni volontarie del paese, Pro loco, Aib e Alpini, erano presenti il sindaco e la vicesindaco di Mont-Dauphin, rispettivamente Cyr Piaton e Raphaëlle Martoia.

La storia incompiuta

“Agli atti abbiamo trovato una delibera di Consiglio comunale del 1986, con ufficializzazione del gemellaggio. Risultava anche che una delegazione di Lusernetta fosse andata a Mont-Dauphin e viceversa a quei tempi, era stata avviata tutta la procedura, però mancava la firma dell’attestato di fraternità – ricostruisce –. Abbiamo riflettuto su come approcciarci dopo 40 anni e ad aprile 2025 abbiamo deciso di scrivere una mail all’Amministrazione comunale di Mont-Dauphin per chiedere se fossero ancora interessati nonostante i molti anni trascorsi. Con molto entusiasmo la comunità francese ha accettato di riattivare quella connessione, interrotta per cause sconosciute”.

A quel punto entrambi i comuni si sono rivolti all’Aiccre, Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, per capire come muoversi per riprendere la documentazione, ancora in corso di validità, e completarla.

L’entusiasmo e la riconoscenza dell’amministrazione di Mont-Dauphin

Il sindaco Piaton, da parte sua, esprime tutta gratitudine per l’invito in Italia e per aver preso l’iniziativa di ricontattarli. “Quando ho ricevuto la mail ero molto contento, sorpreso e non potevo immaginarmi cosa sarebbe poi successo, in così poco tempo. Sinceramente il legame mi era sconosciuto – ammette – e neanche in paese nessuno si ricordava niente. Attualmente Mont-Dauphin ha 165 abitanti, negli anni ’80 ne aveva circa 130-140 ed essendo area di passaggio è possibile che le famiglie che ora abitano nel paese non abbiano avi locali”.

L’Amministrazione del paese francese si è subito attivata per trovare tracce del legame, effettivamente attivato a Mont Dauphin nel settembre 1985. Piaton ricorda i fondatori di questo inizio di gemellaggio, il sindaco italiano Gamba e quello francese Andrey, e commenta: “Il gemellaggio non deve essere visto come unione di due posti uguali, ma di due luoghi diversi dove ogni ha propria storia, cultura e tradizioni, un arricchimento reciproco che va a rinforzare la tolleranza e la generosità nei confronti l’uno dell’altro. Questo oltre le barriere linguistiche e amministrative”.

La firma e le idee per il futuro

Dopo la firma della pergamena che attesta l’amicizia e la fraternità tra i due Comuni e che stipula di fatto la loro unione, i sindaci mettono in evidenza l’importanza di un atto del genere, perché in un periodo della storia mondiale caratterizzato da conflitti, che dividono, un gemellaggio guarda oltre, unisce e dà libertà. “Ricordando il nostro passato, viviamo oggi il presente e domani il futuro, nella speranza che le nostre comunità non si separino più”, si auspica Maurino.

L’impegno è quello di ritrovarsi due volte l’anno: a gennaio a Lusernetta e ad agosto a Mont-Dauphin, in occasione della festa patronale di Saint Louis, con il coinvolgimento reciproco nelle attività locali. L’intenzione è anche quella di proporre iniziative per mettere in relazione alunni e insegnanti delle proprie scuole elementari.

Sabina Comba

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