“Ora rimarrebbe Bussonrondo da collegare e poi, tranne che per poche case sparse, tutto il paese sarebbe fornito del servizio” così il sindaco di Osasco, Adriano Miglio, commenta l’arrivo della rete fognaria ai residenti della zona di via Viassa, Castel Vecchio, Cascina Grossa, Cascinetta e via Rovina, borgata a sud-est di Osasco. I lavori sono terminati nella tarda primavera del 2024 e, alla fine del mese di ottobre 2025, la Smat, tramite l’Acea, ha iniziato a concedere le autorizzazioni per l’allacciamento delle unità abitative alla rete fognaria. Sono 22 le famiglie di Osasco e 17 di Garzigliana interessate agli allacciamenti alla nuova rete di circa 8 chilometri.
La conclusione di una vicenda iniziata oltre vent’anni fa
“Circa il 98% di chi ha fatto richiesta è già stato autorizzato e tra il 20 e il 25% delle abitazioni è stato ormai collegato” specifica Ezio Rossetti, segretario del Consorzio creato ad hoc nel 2018 per promuovere l’opera. Si conclude così una vicenda iniziata nel 2002. “Quell’anno infatti entrarono in vigore nuove norme igienico-sanitarie, più restrittive in materia di scarichi. Gran parte delle case con le vecchie fosse biologiche non sarebbe più stata a norma” racconta Miglio che allora non era ancora in carica. Diventato sindaco, nel 2016, cominciò a interloquire con i residenti che avevano chiesto un appoggio al Comune, e iniziarono i primi contatti con Smat e Acea: “Un lavoro del genere, per Smat, sarebbe stato antieconomico, perché le utenze interessate sono appena una quarantina. Così ci siamo accollati noi la spesa della progettazione della rete” continua Rossetti. Il progetto venne realizzato dal geometra Armand Pillon. “La disponibilità dei cittadini a cofinanziare la spesa convinse Smat a intraprendere l’opera” aggiunge Miglio.
Cinque anni di attesa e un milione di euro a fondo perduto
All’inizio del 2018 venne fondato tra i cittadini il Consorzio per l’espletamento di tutte le
pratiche necessarie e nell’autunno 2023 iniziò la costruzione del collegamento: “I cinque anni di attesa sono dovuti a intoppi burocratici, varianti, e a periodi difficili come quello della pandemia in cui non si riusciva a contattare gli enti preposti” ricorda Rossetti.
Nel frattempo Smat decise di stanziare per l’opera un contributo a fondo perduto inizialmente di settecentomila euro, lievitato poi a un milione di euro, per coprire gli aumenti dei costi dei materiali e dei lavori: “Tutto questo è stato possibile grazie al sindaco Miglio che ha mantenuto con confronto costante con gli enti” sottolinea Rossetti.
Arrivato alla fase del rilascio delle autorizzazioni all’allacciamento fognario, a fine 2025, il Consorzio ha chiuso la propria attività e si è sciolto.














