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Viabilità e trasporti | 15 gennaio 2026, 16:30

Sulla linea ferroviaria disastrosa Pinerolo-Chivasso, spunta la ‘Panchina dell’attesa’

Iniziativa dell’assessora pinerolese Proietti per scuotere la Regione sui forti disagi per i pendolari

Giulia Proietti sulla ‘Panchina dell’attesa’

Giulia Proietti sulla ‘Panchina dell’attesa’

Una panchina scura, uno scheletro con la valigia, un manifesto funebre e un orologio rotto alle 7,17, vicino ai binari della stazione ferroviaria di Pinerolo. È la ‘Panchina dell’attesa’, posizionata oggi pomeriggio per protesta. Una panchina che simboleggia come i pendolari del Pinerolese attendano, spesso invano, il treno che li dovrebbe portare al lavoro o a scuola. Ma anche l’attesa che la Regione intervenga per prendere in considerazione una linea disastrosa come la Pinerolo-Chivasso.

L’idea è dell’assessora comunale pinerolese ai Trasporti Giulia Proietti: “Per il treno si sono fatte raccolte firme, sit-in, manifestazioni, incontri istituzionali e ho iniziato a pensare che nel mondo odierno queste iniziative non tocchino davvero le istituzioni e la politica, perché nulla è stato fatto per migliorare le condizioni della linea e nemmeno per riconoscere lo spirito di resistenza dei pendolari, che si affidano ancora al trasporto pubblico, malgrado i continui disagi”.

L’inizio dell’anno è stato un inizio di passione, nel senso di sofferenza, tanto che anche i sindacati hanno parlato apertamente di “calvario” e l’imbarazzo di una linea che non funziona ed è poco considerata è sotto gli occhi di tutti. A partire dallo spostamento dei treni Rock, adottati per un periodo, con risultati soddisfacenti, per poi tornare ai vecchi convogli, spesso vittime di problemi tecnici che fanno saltare corse all’ultimo.

“I simboli scelti hanno tutti un significato, dal colore scuro della panchina, allo scheletro in attesa vana e all’orologio rotto nell’orario di punta dei pendolari” dettaglia Proietti. Poi c’è quel manifesto funebre che spiega l’iniziativa e segna anche la fine della pazienza di un territorio che aspetta di essere ascoltato: “Questa panchina chiede risposte, tempi certi e rispetto. Perché il trasporto pubblico non è un favore concesso dalla Regione: è un diritto che oggi viene negato”.

Marco Bertello

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