Il 19 novembre erano stati trovati incatenati a strozzo alle piante a lato della mulattiera che porta da Pomeano a Rue, nel Comune di Pramollo. I tre cani (Ben, Daryia e Orso) erano stati sequestrati dai carabinieri forestali e affidati al Canile di Bibiana.
I primi due, un pastore maremmano e del Caucaso, hanno trovato una nuova casa, mentre Orso (pastore del Lagorai) è ancora in attesa di una famiglia che voglia adottarlo. Il loro destino è stato sbloccato dalla decisione del proprietario di cederli al canile, ma non sempre ciò accade e per i cani sequestrati vuol dire rimanere ‘sospesi’, finché non si conclude l’iter giudiziario.
“Quando i cani hanno il microchip, come nel caso di Pramollo, e vengono sequestrati al proprietario, è difficile riuscire ad affidarli: le famiglie che li prendono in carico vengono informate che potrebbero doverli restituire, se il Tribunale non stabilisce l’allontanamento degli animali dal loro padrone, e praticamente tutte lasciano perdere questa forma di affido provvisorio – racconta Roberta Ricotto, vicepresidente del Canile di Bibiana –. Spesso possono passare anni, prima che la situazione giudiziaria si risolva e per i cani più vecchi è difficile trovare una soluzione”. Passano dunque il tempo in canile, occupando spazi preziosi per la rotazione degli altri quattrozampe in cerca di casa: “Nel caso dei cani di Pramollo, ci occupavano due box grandi, ed erano bloccati in un limbo, finché non è stato trovato l’accordo con il proprietario per la cessione e quindi siamo riusciti a darne in adozione già due”. Non è andata così bene, invece, a Sale e Pepe, sequestrati per maltrattamento a Paesana lo scorso luglio: erano stati trovati chiusi in una stalla, senza cibo e acqua, insieme a un maialino e a un vitellino morto per gli stenti. “Loro sono in un limbo da mesi, finché non si definirà la loro situazione in Tribunale”. Nel frattempo, di fatto, non possono trovarsi una nuova casa, dove venire amati e coccolati, e altre decine di cani l’anno non trovano un posto in canile che li accolga, in attesa di un’adozione.
Per questo, anche nei casi di maltrattamento, è importante cercare di trovare un accordo con il proprietario, “per evitare che gli animali restino in un limbo dove potrebbero anche non uscire mai”, bloccando gli spazi delle strutture che li ospitano. L’unica alternativa all’accordo con il padrone, al momento, è la strada intrapresa in Tribunale a Verona: “C’è un precedente in cui un giudice ha fatto leva sulla possibilità di vendere ‘merce deperibile’ sequestrata. Nel caso degli animali si sosteneva la deperibilità comportamentale ed etologica e quindi si è autorizzato il passaggio di proprietà”.














