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Attualità | 02 gennaio 2026, 17:39

‘Quelli del Carretto’ continuano a scaldare l’inverno torinese

Ai fondatori pinerolesi dell’iniziativa si è affiancato un gruppo per le distribuzioni ai senzatetto

‘Quelli del Carretto’ sotto i portici di Torino

‘Quelli del Carretto’ sotto i portici di Torino

Il rumore delle rotelle sull’asfalto è diventato, per molti senzatetto del centro di Torino, un segnale familiare. Sotto Natale di due anni fa nasceva l’idea di trasformare un semplice carretto in uno strumento di incontro, ascolto e aiuto concreto. Oggi ‘Quelli del Carretto’ continuano a portare beni di prima necessità e relazioni umane tra le vie del capoluogo.

Il progetto, nato dall’intuizione di un gruppo di amici del Pinerolese, si è consolidato nel tempo mantenendo intatto il suo spirito originario, quello di guardare e riconoscere quell’umanità spesso invisibile che vive ai margini, offrendo loro aiuto (quando è desiderato). I membri del gruppo sono rimasti gli stessi: Marzia Caccamo, Davide Gozzi, Diego e Gioele Goitre, Silvia Borgiattino, Manuela Griffa, Cecilia Garulli, ma c’è una novità importante. Si è infatti formato un gruppo collaterale di supporto, composto da persone che si rendono disponibili ad andare a Torino per le distribuzioni quando i membri principali non possono essere presenti o hanno imprevisti. Chiunque desideri partecipare a questo gruppo o dare una mano, può farlo presente attraverso le pagine Facebook o Instagram.

Due volte al mese il gruppo percorre sempre le stesse zone del centro torinese distribuendo cibo, vestiti, caffè caldo, coperte e kit per l’igiene personale.

“Andiamo avanti con il nostro progetto, quest’anno abbiamo partecipato anche a dei mercatini, sia a Pinerolo che a Moncalieri, scoprendo con gioia che c’è molto interesse per la nostra missione. Le persone si interessano a ciò che facciamo e ci aiutano... ognuno come può, questo è un bel segnale”, racconta Gozzi, uno dei fondatori dell’iniziativa.

“Abbiamo sempre bisogno di persone che donino, in particolare scarpe, sono un bene di prima necessità che spesso manca” sottolinea.

La continuità delle uscite ha permesso anche di costruire legami profondi. Tornando sempre negli stessi luoghi, i volontari hanno incontrato più volte le stesse persone, dando vita a rapporti di fiducia che durano ormai da due anni: “È un piacere conoscerli ed è uno scambio reciproco molto arricchente. Si creano rapporti veri e intensi. Tra i progetti futuri c’è quello di diventare un’associazione, al momento nessuna certezza, perché stiamo solo valutando l’idea, ma potrebbe aiutarci, permettendoci di partecipare a qualche bando”, conclude Gozzi.

Martina De Mieri

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