Trasformò quello che lei stessa definiva come “un grandissimo dolore, il maggiore della mia vita”, in una rivoluzione culturale e del sistema educativo italiano. Avrebbe compiuto cento anni il 12 dicembre Mirella Antonione Casale, l’insegnante e preside torinese - ma dal 1988 residente a Torre Pellice - scomparsa nel pomeriggio di ieri, lunedì 10 novembre. La sua esperienza e la sua competenza furono alla base della nascita della legge che, nel 1977, segnò la fine delle classi differenziali e l’inizio del processo di integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni.
‘La Casale’, così veniva spesso chiamata, fu anche fondatrice della sezione Anffas (Associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) ‘Valli Pinerolesi’ e le sue vicende ispirarono il film per la televisione andato in onda nel 2016 ‘La classe degli asini’, dove il suo personaggio veniva interpretato da Vanessa Incontrada.
Dal dolore per la figlia Flavia alla legge
Il più grande dolore della sua vita fu la gravissima encefalite virale che colpì la figlia Flavia quando aveva appena sei mesi e che causò alla neonata numerose lesioni cerebrali. Da quel momento non abbandonò più il tema della disabilità e del sostegno alle famiglie fragili. Insegnante di lettere, nel 1968 vinse il concorso di preside e iniziò a dirigere la scuola media ‘Camillo Olivetti’ di Torino: “Lì, nel 1971, iniziò la sperimentazione dell’inserimento di alunni con disabilità nelle classi comuni del tempo pieno. Il suo progetto ebbe esito positivo e venne chiamata dal Ministero della Pubblica Istruzione per seguire l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, in base alla legge del 1977 che lei stessa aveva ispirato” racconta la presidente della sezione Anffas ‘Valli Pinerolesi’, Patrizia Santavicca.
Quando una decina di anni fa, una casa di produzione cinematografica consultò l’Anffas per realizzare dei film sul mondo della disabilità, la scelta cadde con sicurezza su di lei: “All’inizio volevano fare un documentario breve, ma poi la storia era così ricca da meritare un film” ricorda la presidente.
Così nacque ‘La classe degli asini’: “Pur essendo una donna riservata, Mirella accolse con favore l’iniziativa e fu molto presente nel momento della stesura della sceneggiatura che voleva non stravolgesse le sue vicende”.
L’arrivo a Torre Pellice e la nascita dell’Anfass
Nel Pinerolese, Antonione Casale fondò la sezione locale dell’Anffas, associazione a cui era iscritta dal 1964 e per cui ricoprì anche cariche nazionali.
Fu una delle prime cose che fece, appena trasferita a Torre Pellice, ormai in pensione, nel 1988.
“Venne un’estate in vacanza a Torre Pellice con la figlia, alla ricerca di un posto con un clima migliore di quello di Torino e si innamorò del luogo, decidendo di comprare casa” racconta Santavicca.
Le due si conobbero nel primo ufficio della sezione Anffas ‘Valli Pinerolesi’, era piccolino e si trovava in via Marro: “La mia prima impressione su di lei venne confermata per tutti gli anni successivi: Mirella era una donna dalla volontà e dall’entusiasmo straordinari. Era caparbia: se aveva un obiettivo lo raggiungeva – rivela –. Inoltre ti faceva sentire ben accolta, anche se a volte ti scrutava con occhio severo e tendeva a spronarti con il suo stesso esempio”.
Ricoprì la carica di presidente della sezione per otto anni e continuò a partecipare a eventi e raccolte fondi fino a circa una decina d’anni fa.
“A lei sembrava normale ciò che aveva fatto”
Antonione Casale non solo visse la Val Pellice: “Seppe anche amarla, così come amò Pinerolo” rivela Santavicca. A Torre Pellice, dal 1985 al 1999, fu consigliere di maggioranza e successivamente membro della commissione welfare.
“Conoscevo la per fama fin dagli anni Settanta e quando divenni consigliere di minoranza a Torre Pellice, ed ebbi l’occasione di incontrarla, entrando nella commissione welfare, ne fui lusingata” ricorda la sindaca di Torre Pellice, Maurizia Allisio.
Pur consapevole di aver segnato una svolta storica per il sistema educativo italiano, Antonione Casale rifuggiva gli elogi: “Non cercava meriti ma risultati – afferma Allisio –. A lei sembrava normale ciò che aveva fatto”. Tale atteggiamento emergeva durante i suoi interventi in commissione: “Portava sempre un contributo importante intervenendo con modestia. Ma tale modestia non adombrava la sua forte determinazione”.
La cerimonia funebre Mirella Antonione Casale sarà giovedì 13 novembre alle 14,30, al tempio crematorio di Piscina.









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