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Eventi | 09 maggio 2024, 17:12

Una sfilata a Torre Pellice per dare una seconda vita ad abiti vecchi, accessori e tessuti

Organizzata dall’associazione il Riuso, porterà in passerella le creazioni di due giovani impegnati per la sostenibilità ambientale: la sarta lusernese Noemi Teruggi e il designer pinerolese Samuele Marteno

Una sfilata a Torre Pellice per dare una seconda vita ad abiti vecchi, accessori e tessuti

“La sostenibilità nella moda non è un limite ma una fonte di ispirazione!”. Ne è convinta la lusernese Noemi Teruggi, sarta ventenne, le cui creazioni sfileranno sabato 11 maggio alle 16 in Galleria d’Arte contemporanea Filippo Scroppo di Torre Pellice (via Roberto d’Azeglio 10). Lungo la passerella allestita nella sala espositiva cammineranno le sue modelle ed i modelli che indosseranno invece gli abiti del giovane designer pinerolese Samuele Marteno con il suo brand Essemme. Entrambi lavorano con il metodo dell’upcycling che consiste nel riciclare vecchi abiti, accessori e stoffe. “Ispirata dal ricordo di mia nonna che nella campagna astigiana riciclava qualsiasi cosa – anche borse e calze in nylon per farne tappeti per la casa – da tempo desideravo proporre una sfilata di moda di questo tipo” racconta Anna Cantino presidente dell’associazione torrese Il Riuso che organizza l’iniziativa. “Il bello è stato trovare questi giovani pieni di energia che lavorano proprio sul tema della sostenibilità nella moda – continua – e che presenteranno una ventina di capi”.

Martengo ha ventitré anni, diplomato al Liceo artistico all’Istituto Buniva di Pinerolo, ha poi seguito corsi di formazioni sul taglio e cucito e sulle tinture dei tessuti. “Essemme è un brand ma anche un movimento con cui, assieme ad amici, lavoriamo sull’ecosostenibilità della creazioni di abiti – afferma –, ad esempio, abbassando il più possibile la percentuale di sostanze chimiche nella colorazione”. Ma un altro punto fermo è partire da materiale di scarto: “Una borsa logora può venire sfilacciata, rimodellata e trasformata in pantaloncini” spiega.

Teruggi parte dai tessuti di scarto, da tovaglie, lenzuola, lasciandosi ispirare dalle loro storie: “Voglio mostrare che la sostenibilità non è un limite ma che apre la possibilità di esprimersi in moltissimi modi” afferma. Diplomata al Liceo scientifico Curie di Pinerolo, ora trascorre buona parte della settimana a Torino dove studia sartoria professionale: “Lavoro i miei tessuti in camera: mi piace creare con le mani e credo di aver ereditato questa passione da mia nonna che era sarta”. Produce abiti soprattutto per se stessa, e per la scuola che sta frequentando, mentre Martengo ha un ditta individuale e vende i vestiti tramite un e-commerce: “Inoltre a fine giugno i miei abiti sfileranno anche alla fashion week di Torino” annuncia il giovane. 

Con la sfilata di sabato 11 maggio i ragazzi vogliono dimostrare che il mondo della moda può fare progressi verso la sostenibilità ambientale: “Mano a mano che mi avvicinavo a questo mondo mi rendevo conto del suo impatto ambientale e degli sprechi rivela Teruggi –. Mi sono quindi sentita la responsabilità di contribuire alla sua sostenibilità”.

Elisa Rollino

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