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Attualità | 21 marzo 2023, 10:47

Siccità, l'allarme di Smat: "Rischiamo un'estate da protezione civile". Ma siamo primi della classe nella lotta alle perdite (21%)

Entro il 2025 Smat concluderà la digitalizzazione delle condotte grazie ai fondi Pnrr. Romano: "Gli sprechi più gravi sono nei Comuni più piccoli. Il settore che soffre di più è l'agricoltura"

allarme siccità e foto convegno

Siccità, l'allarme di Smat: "Rischiamo un'estate da protezione civile"

"Se continua così, rischia di essere un'estate da protezione civile. Almeno in alcuni Comuni meno avvantaggiati". Il presidente di Smat, Paolo Romano, soppesa le parole. Alza lo sguardo al cielo (senza nemmeno una nuvola) e risponde così alla domanda delle domande, se si parla di acqua e siccità.

Ma più della cittadinanza ("la sferra di cristallo non ce l'ha nessuno", ribadisce Romano), a Torino e provincia il problema potrebbe riguardare da vicino l'irrigazione dei campi, visto che l'attività attira il 75% del consumo totale, mentre il restante 15% va all'industria.

Perdite ridotte al 21% (ma i piccoli..)

Per affrontare l'emergenza, resta al centro dell'attenzione la realizzazione di nuovi invasi per raccogliere e trattenere quell'acqua che altrimenti seguirebbe il suo cammino verso il mare Adriatico. Ma al tempo stesso bisogna intervenire sulle perdite di acqua durante il "trasporto", soprattutto nelle zone in cui le condotte sono poco curate.

Per quanto riguarda Torino, Smat ha messo mano a circa 3000 chilometri riducendo le percentuali di perdita al 21%, tra i più bassi a livello europeo (23%). Nel nord ovest la media è del 32,2%.

"La qualità e l'utilizzo dell'acqua sono legati anche agli elementi infrastrutturali - dice ancora Romano - anche se la situazione più difficile è senza dubbio quella dell'agricoltura. Seminare su un terreno secco è molto difficile er mancano le infrastrutture per portare l'acqua".

Per l'acqua potabile Smat attualmente pesca a 140 metri, "dalla falda profonda, mentre da quella superiore pescano le pompe di chi fa irrigazione".

Ancora sulle perdite: "spesso sono le strutture dei Comuni più piccoli a mostrare uno stato di obsolescenza enorme,  con perdite al 30% se non oltre. Però si tratterebbe di un investimento che al momento non possiamo scaricare in bolletta".

Digitalizzare entro il 2025

Sugli oltre 12mila chilometri di rete complessiva, Smat sta digitalizzando l'infrastruttura grazie a un intervento che tramite i fondi (50 milioni) del Pnrr dovrebbe concludersi nel 2025. Questo dovrebbe ulteriormente aiutare la lotta alla dispersione di acqua.

"Quella che oggi è una preoccupazione per i cittadini in realtà è un tema attuale da anni per noi. E se lo scorso anno il problema è stato gestito, quest'anno servirà ancora maggiore attenzione", ammette Loredana Devietti Goggia, presidente ATO3 torinese e sindaca di Cirié. "L'emergenza ci impone di ragionare e accelerare ancora di più sui progetti che abbiamo sul tavolo. Per gli invasi, ma anche per gli usi plurimi dell'acqua".

"Non mi arrendo all'evidenza di persone che si lamentano delle azioni per mitigare i cambiamenti climatici - commenta Chiara Foglietta, assessore alla transizione ecologica del Comune di Torino - basta guardare in che condizioni si trovano i fiumi di Torino in questo momento. E non ci si può rassegnare a lasciare nel 2050 un luogo invivibile ai nostri figli, come dice l'Onu".

L'allarme dei coltivatori 

Un allarme condiviso anche dagli addetti ai lavori, come Coldiretti che parla di una Primavera che arriva dopo il quinto inverno più caldo di sempre. "Quello della mancanza d’acqua è un cambio di scenario che richiede un cambio di passo e delle decisioni rapide - dice il presidente di Coldiretti, Roberto MoncalvoSe perdiamo l’89% dell’acqua piovana, il piano invasi che Coldiretti ha studiato e progettato con Anbi deve essere la priorità e deve diventare operativo nel più breve tempo possibile. Auspichiamo, quindi, che questo Governo possa colmare il ritardo accumulato dai precedenti e dare concretezza alle progettualità”.

Ed Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, ribadisce: "Non c’è agricoltura se non c’è acqua. O meglio, se non c’è nel modo giusto e nel momento giusto".

Massimiliano Sciullo

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