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Politica | 27 febbraio 2023, 12:02

Schlein, in Piemonte uno tsunami in vista delle regionali 2024: primarie e Rossi le "boe di salvataggio"

Dal capogruppo Gallo al vice presidente Valle, passando per il segretario regionale uscente Furia e il consigliere Sarno: i commenti del day after dell'elezioni di Elly Schlein tra dubbi e auspici

Elly Schlein

Schlein, in Piemonte uno tsunami in vista delle regionali 2024

La nomina di Elly Schlein come prima donna segretaria del Partito Democratico cambierà gli equilibri in vista delle elezioni regionali del 2024? E' questa la domanda che aleggia nel day after, nei corridoi del Consiglio regionale. Sì, perché a parte Maurizio Marello e Mauro Salizzoni, che avevo espresso la propria preferenza verso Schlein, tutti gli altri consiglieri hanno sperato fino all'ultimo che Stefano Bonaccini potesse diventare segretario. Inevitabile quindi aspettarsi scossoni e cambiamenti negli equilibri di potere nella corsa verso le elezioni del 2024.

Ecco perché la maggioranza dei consiglieri del Pd tende oggi a compattarsi dietro due certezze: le primarie, che darebbero nuovamente la parola ai cittadini (togliendo potere al nuovo apparato) e il segretario regionale Domenico Rossi. L'esponente dem, nonostante avesse sostenuto Bonaccini, è infatti candidato unitario, sintesi in Piemonte di entrambe le mozioni.

Gallo: "Guardiamo al 2024 con Domenico Rossi"

"Elly Schlein ha vinto le primarie e da oggi è la segretaria del Partito Democratico. A lei i miei complimenti per il risultato ottenuto da Nord a Sud. Spetterà a lei e alla nuova segreteria guidare il partito e garantirne la pluralità e la sua sintesi” ha affermato Raffaele Gallo, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. “Da oggi in Piemonte è ora di guardare alle elezioni del 2024 con Domenico Rossi segretario per costruire una valida alternativa a Cirio e al centrodestra”.

L’afflusso registrato alle primarie ci dice che sono uno straordinario strumento del popolo da utilizzare per scegliere le figure apicali” ha precisato Gallo.

Valle: "Colpito dalla partecipazione, Schlein ora allarghi. E nel 2024 le primarie"

E tra i possibili candidati, seppur mai ufficializzato, vi sarebbe proprio quel Daniele Valle alfiere di Bonaccini, a cui ha organizzato la campagna elettorale in Piemonte. Il vice presidente del Consiglio regionale, pur definendo "inaspettata" la vittoria di Schlein, si è concentrato sugli aspetti positivi delle primarie per l'elezione del segretario: "Sono rimasto favorevolmente colpito dal dato sulla partecipazione che è stata superiore alle aspettative. Le primarie non tradiscono mai, al netto degli allarmi".

Valle non si definisce spaventato per la discrepanza tra il voto popolare e quello degli iscritti: "Se saremo bravi può diventare una ricchezza: un buon segretario, ed Elly può esserlo, può parlare agli uni e agli altri. Può allargare, tenendo insieme visioni più ampie". Poi lo spot per le primarie: "Regionali? Dipenderanno molto da come evolverà la politica nazionale e dal quadro delle alleanze. Il Pd in ogni caso farà le sue primarie". 

Sarno: "Primarie per eleggere il candidato presidente"

E sul metodo con cui si dovrà arrivare a una sintesi per il candidato del centrosinistra nel 2024, anche Diego Sarno (pro Bonaccini) ha dimostrato di avere le idee chiarissime: "Le primarie le avevo già in testa prima della vittoria di Schlein, saranno i cittadini a votare il candidato presidente a meno che non si converga su un candidato unitario". Sarno ha poi velatamente sollevato dubbi sul voto popolare per scegliere il segretario di un partito: "La crisi della forma partitica è una crisi profonda: quanto vale stare dentro se il proprio segretario viene scelto da chi, pur essendo nostri elettori, non milita, non frequenta e non apre una sede?".

Il consigliere regionale, analizzando il voto, ha però voluto sottolineare il "caso Nichelino", comune in cui Bonaccini è riuscito a imporsi con il 65% delle preferenze. "Il vero tema è il rapporto tra il partito e i territori. Abbiamo troppo raccontato la vicinanza tra i leader e non la vicinanza dei territori e dei contenuti che hanno una potenza di consenso: si è vinto perché abbiamo costruito un rapporto diretto con i bisogni dell’elettorato. La base ha lavorato costantemente, ha raccontato le idee di rinnovamento di Stefano e questo lavoro ha pagato".

Ma l'elezione della prima donna segretaria del Pd potrebbe aiutare o no il partito? "Aiuterà perché comunque il dato della partecipazione è buono, ha tenuto. Elly ha incarnato e saputo narrare la voglia di cambiamento. Ha ribaltato il voto degli iscritti e questi elettori traineranno il Pd", ha concluso Sarno.

Canalis: "Vittoria che apre una fase delicata"

Chi ha invece espresso preoccupazione per la coesione del partito è la vicesegretaria regionale uscente del Pd Monica Canalis. A sostenere infatti Schlein sono stati più gli "esterni", che gli esponenti del Pd. "La vittoria di una cultura politica - aggiunge - quella radical libertaria, che non è tra le culture fondative del Pd, apre una fase delicata".

"Non neghiamo - ha concluso Canalis - che l’archiviazione della vocazione maggioritaria del Pd è un fatto nuovo".

Furia: “Ora si accetti vittoria Schlein, si apra nuova fase”

Gioisce invece Paolo Furia, segretario regionale uscente del Pd, tra i primi a sostenere la candidatura di Schlein: “Dopo un ciclo di dieci anni complicato, è il momento giusto per aprire una nuova fase. Elly ha la credibilità per sostenere alcune tesi”.

La vittoria della prima donna chiamata a guidare il Pd non ha stupito Furia, che ha ricordato come in Piemonte Schlein avesse “tenuto” anche all’interno degli iscritti, vincendo in quattro province e raccogliendo comunque il 38% delle preferenze contro il 48% ottenuto da Bonaccini. Il monito lanciato dal segretario regionale uscente è però quello di accettare la vittoria della vice presidente dell’Emilia Romagna: “Ora la mozione Schlein venga riconosciuta, ci siamo dati delle regole: i sostenitori della mozione Bonaccini sono gli esponenti che più di tutti hanno sostenuto il metodo delle primarie aperte e lo scarto tra aspettative esterne e interne non è un problema”. 

Di certo, per Furia non è così scontato che la buona affluenza alle primarie per l’elezione del segretario del partito implichi necessariamente l’utilizzo delle primarie come metodo per scegliere il candidato presidente della Regione del centrosinistra nel 2024, come sostenuto da altri colleghi: “Non c’è alcun automatismo. Il quadro deve essere chiaro rispetto alle alleanze: le ultime elezioni regionali ci dicono che il centrodestra unito vince. Le priorità sono stabilire la coalizione e definire un programma di livello”.

Andrea Parisotto

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